Pd, trattative “sbagliate” e base in rivolta: Letta pronto a silurare Graziano?

Le scelte per le regionali e la rivolta dei circoli, specie a Vibo, continua a indebolire la posizione del commissario ormai in Calabria da tre anni

Le “scorribande” politiche calabresi di Stefano Graziano potrebbero essere giunte ormai al capolinea. E’ vero che il voto regionale appare ormai abbastanza lontano, ma le scelte affrettate e in diversi casi contestate dalla base, da Vibo a Cosenza, restano intatte ad esemplificare le criticità determinate dal commissario che -secondo molti dirigenti – “da troppo tempo sta in Calabria senza ottenere risultati”. I fallimenti politici, infatti, sono stati inanellati da Graziano in rapida successione, tanto alle amministrative quanto alle regionali -fallimenti nelle scelte degli uomini e nei risultati non conseguiti – ed anche a Roma, dopo tanti silenzi della nomenclatura pronta a girarsi dall’altra parte anche perchè la Calabria continua a contare pochissimo, qualcuno sembra essersene finalmente accorto. E allora, quale momento migliore, se non questo, in cui Enrico Letta sta puntando a riorganizzare i circoli e le realtà -comprese quelle marginali e periferiche – per dare un taglio netto  anche alla gestione quantomeno discutibile degli ultimi anni anche in Calabria?

Le regionali. Gli elementi di contestazione non mancano. Voci sempre più ricorrenti chiariscono che dalle parti di Largo del Nazareno le trattative condotte da Graziano per le regionali non siano piaciute praticamente a nessuno. Ergo, se i giorni non sono contati, i mesi della sua permanenza in Calabria certamente sì! D’altronde, la rivolta dei circoli è ormai dietro l’angolo, al di là del tentativo di difesa strenuo da parte di qualche dirigente “graziato” da “Graziano”.  E poichè di congressi ancora non se ne parla, inevitabilmente bisognerà cambiare il direttore d’orchestra.

Cambio della guardia. L’avvicendamento di Zingaretti con Letta (con Graziano nominato dall’ex segretario dem) potrebbe costituire un impulso fondamentale al rinnovo della gestione del partito sui territori. E poi, sono in tanti, forse troppi a proseguire nei pellegrinaggi romani per chiedere “legittimamente” che il “Pd calabrese deve essere riconsegnato ai calabresi”. O magari a qualcuno che “divida meno di Graziano”. Già, perchè la scelta di Nicola Irto, giunta a conclusione di un dibattito immaginario ha lasciato tanto scontento, come pure quella dei papabili candidati su vari territori, Vibo Valentia su tutti.

30 circoli contro Graziano nel Vibonese. Nella provincia tirrenica la rivolta al commissario è stata condotta da più di due terzi dei circoli esistenti, alcuni marginali e periferici, altri molto significativi. Oltre trenta si sono schierati per la sua immediata rimozione. Per queste ed altre ragioni, la permanenza del dirigente campano dovrebbe essere ormai ai titoli di coda alla Punta dello Stivale, dove la corsa per le candidature alle prossime politiche abbastanza lontane, vedrà ben altri interpreti attivi. D’altronde, la Calabria ha già portato tanta troppa acqua agli altri negli anni scorsi per lasciare in vita un sistema che sa di Porcellum! Letta lo sa bene, e a questo punto, Graziano pure! (t.f.)