Sono un centinaio le studentesse universitarie dell’Università della Calabria e dell’Università Magna Graecia di Catanzaro che rispondendo ad un semplice sondaggio lanciato dal gruppo "Fem.In Cosentine in lotta", che chiedeva “Pensi che l’università sia uno spazio sicuro?”, hanno svelato una serie di molestie sessuali che avvengono quotidianamente negli atenei.

Venti segnalazioni su un docente di Catanzaro
Allusioni o atti espliciti avvenuti sia nelle aule a opera di docenti e operatori dell’Università, che di maniaci all’esterno. Uomini che avvicinano le ragazze chiedendo rapporti sessuali, ma anche violenze, palesi o velate, che avvengono all’interno delle aule, dove alcuni docenti assumono atteggiamenti molesti. Le testimonianze svelano dei particolari su un docente solito a comportamenti chiaramente poco consoni sia in presenza che in Dad. Su questo stesso docente dell’ateneo catanzarese, sono arrivate una ventina di segnalazioni, che riferiscono sempre atteggiamenti sconvenienti. Le testimonianze sono numerose e riguardano anche l’ateneo di Arcavacata: le ragazze hanno raccontato di episodi sgradevoli e in alcuni casi di vere e proprie molestie sessuali che non hanno denunciato per paura di ritorsioni da parte degli stessi docenti.

"In Dad ***** mi ha chiesto di inquadrarmi le gambe e di mostrare come chiudevo la porta a chiave, mettendomi poi uno specchio dietro la schiena”. Sempre in Dad, lo stesso docente “dopo aver notato che indossavo dei pantaloni corti, mi ha chiesto di sedermi sul letto e incrociare le gambe e per 20 minuti mi ha tenuta a parlare di cose sue".

"Ho evitato di frequentare un corso dopo un episodio in particolare – racconta un’altra ragazza. – Il professore (sempre lo stesso, ndr), per spiegare un argomento, ha chiaramente utilizzato delle metafore sessuali e poi mi ha chiesto se volevo ‘ripassare’ l’argomento con lui. Durante l’esame sono state più le domande personali che quelle inerenti la materia, alcune estremamente imbarazzanti".

Irruzioni notturne all’Unical
Rimanendo nell’ambito dell’Unical molte ragazze riferiscono anche di non sentirsi al sicuro all’interno degli alloggi universitari e raccontano addirittura di irruzioni notturne e di sentirsi spiate mentre sono all’interno delle proprie abitazioni. Il gruppo Fem.In. Cosentine in Lotta, raccolte tutte queste testimonianze e considerata la gravità dei racconti, ha deciso di stilare un documento che verrà consegnato ai rettori dei due atenei nel quale si chiede maggiore sicurezza e azioni incisive nei riguardi di chiunque, docenti compresi, abbiano atteggiamenti molesti nei confronti delle studentesse.