‘Ndrangheta e politica, inflitti oltre sei secoli di carcere

Arriva la sentenza del processo “Stige”. Cinquantaquattro condanne, per oltre 600 anni di carcere, e 24 assoluzioni. Pene significative anche per alcuni amministratori

Cinquantaquattro condanne, per oltre 600 anni di carcere, e 24 assoluzioni. Sono questi i numeri della sentenza nel processo scaturito dall’operazione che svelò gli intrecci tra la cosca Marincola Farao di Cirò, la politica e l’economia del territorio. Il Tribunale di Crotone ieri, presieduto dal giudice Massimo Forciniti, ha di fatto riconosciuto l’esistenza delle infiltrazioni ed ha inflitto trenta anni di carcere per i due boss, Silvio e Giuseppe Faro. Condanne pesanti anche per i politici coinvolti nel processo: 13 anni per associazione mafiosa all’ex sindaco di Cirò Marina Nicodemo Parrilla, 8 anni per concorso esterno in associazione mafiosa all’ex sindaco di Strongoli Michele Laurenzano, 15 anni e 6 mesi per associazione mafiosa all’ex vicesindaco di Cirò Marina Giuseppe Berardi, 4 anni per intestazione fittizia di beni ai due ex consiglieri comunali di Crucoli, Tommaso Arena e Gabriele Cerchiara.
Pesante la stangata ai vertici delle cosche del Crotonese: 14 anni e 3 mesi per Vincenzo Giglio, ritenuto il boss di Strongoli; 18 anni per Enrico Miglio, ritenuto il reggente della cosca Giglio in assenza del boss; 16 anni per Francesco Morrone, che per la Dda è al vertice della cosca citrotana; 13 anni e 6 mesi di reclusione quelli inflitti a Giuseppe Farao; 14 gli anni di reclusione per Vincenzo Farao.

Condannati anche Antonio Giorgio Bevilacqua (13 anni e 6 mesi), titolare di un’azienda di raccolta di rifiuti, mentre all’ex vigile urbano di Strongoli Francesco Capalbo sono stati inflitti 11 anni e 3 mesi sempre per associazione mafiosa. Per lo stesso reato condannati anche Fabrizio Anania (13 anni), Valentino Anania (12 anni), Vincenzo Barbieri (14 anni), Vittorio Bombardieri (13 anni), Francesco Bonesse (13 anni), Giuseppe Bruno (12 anni e 3 mesi), Mario Campiso (13 anni e 6 mesi).

L’operazione all’epoca, oltre all’arresto di numerosi amministratori locali e allo scioglimento di alcuni comuni del crotonese. Alla sbarra c’erano 78 imputati.