'Ndrangheta nel Vibonese: 15 condanne in abbreviato contro i Piscopisani
Il Gup di Catanzaro, Paola Ciriaco, ha emesso una sentenza di condanna per 15 persone - dai 2 ai 19 anni - imputate nel filone in abbreviato del processo "Rimpiazzo" contro il clan dei Piscopisani. Sono 7, invece, le assoluzioni. Le accuse contestate sono associazione mafiosa, concorso esterno, estorsione, danneggiamento, armi e spaccio di droga. I magistrati della Dda di Catanzaro, rappresentati in aula dal pm Andrea Mancuso, e gli investigatori della Polizia, hanno ricostruito circa 26 estorsioni, 9 danneggiamenti e 32 episodi di spaccio.
Le condanne.
Il Tribunale di Catanzaro ha condannato: Michele Fiorillo, 34 anni, a 3 anni; Rosario Fiorillo a 19 anni e 4 mesi; Sacha Fortuna a 17 anni, 4 mesi e 26mila euro di multa; Francesco La Bella a 8 anni e 8 mesi; Mario Loiacono a 6 anni e 8 mesi; Giovanni Battaglia a 9 anni di reclusione; Luigi Maccarone a 2 anni e 1.660 euro di multa; Saverio Merlo a 4 anni e 8 mesi; Giuseppe Merlo a 4 anni e 8 mesi; Nazzareno Felice a 8 anni e 4 mesi; Nazzareno Fiorillo a 11 anni; Raffaele Moscato (collaboratore di giustizia) a 8 anni e 8 mesi; Gaetano Rubino a 6 anni, 4 mesi e 30mila euro di multa; Giovanni Giardina a 6 anni e 26mila euro di multa; Michele Suppa a 2 anni (ottenendo, però, la sospensione condizionale della pena). Disposta inoltre la confisca dei beni di Nazzareno Fiorillo e Sacha Fortuna.
Gli assolti.
Sono stati invece assolti: Marco Fiorillo; Michele Fiorillo di 35 anni; Nicola Finelli; Caterina Cutrullà; Salvatore Vita; Cosmo Mancuso; Francesco Alessandro D’Ascoli.
L'inchiesta "Rimpiazzo".
L'inchiesta, nell'aprile del 2019 , culminò nella maxi operazione condotta dalla Squadra mobile di Vibo Valentia. Al centro dell’indagine proprio il potente gruppo criminale con sede operativa nella popolosa frazione vibonese che - secondo l'accusa - aveva l'obiettivo di approfittare delle difficoltà giudiziarie dei Mancuso di Limbadi per togliere loro il monopolio sul territorio ed espandere gli affari illeciti nella città capoluogo di provincia e nelle altre frazioni.
