Sanità, precari Asp Cosenza sul piede di guerra: “La stabilizzazione è un nostro diritto”

Gli operatori sanitari dell’Azienda sanitaria cosentina lamentano la mancata stabilizzazione promessa e “prevista dalla legge”

Gli operatori sanitari dell’Asp di Cosenza, precari, lamentano la mancata stabilizzazione promessa dall’Asp e “prevista dalla legge”. Nei giorni scorsi, il 27 gennaio, il sindacato Fsi (Federazione sindacati indipendenti) aveva chiesto un incontro al commissario straordinario dell’Azienda sanitaria, Vincenzo Carlo La Regina, proprio per parlare “del personale specializzato che ha ormai maturato 36 mesi di anzianità affinché vengano inseriti nel piano di stabilizzazione”. Mentre poco prima, il 18 gennaio, era stato il deputato del M5S Francesco Sapia a scrivere ponendo l’accento sulla mancata stabilizzazione nonostante, allo stesso tempo, si pubblicasse un bando per reclutare nuovi infermieri.

C’è quindi fermento tra tutti gli operatori sanitari precari – medici, oss, infermieri, tecnici di laboratorio ecc. – ma in particolar modo, a causa del concorso, tra gli infermieri. “In quasi tutte le altre Asp – sottolinea proprio un infermiere dell’Asp cosentina – la stabilizzazione è stata fatta, mentre da noi si procede in modo ambiguo avviando un concorso pubblico. Quando andiamo a chiedere spiegazioni, inoltre, c’è sempre un rimbalzo di responsabilità“.

Mentre quindi i precari della sanità, gli stessi definiti più volte “eroi” in tempi di pandemia, aspettano che venga avviata la ricognizione per verificare chi ha i requisiti per la stabilizzazione, l’Asp decide di prendere tempo e, tra l’altro, di bandire un concorso pubblico. E così se da un lato, ci spiega un operatore sanitario, la stabilizzazione era prevista “per gennaio, con la ricognizione a dicembre”, dall’altra parte a fine novembre si delibera di effettuare un concorso pubblico, per titoli ed esami, per 30 posti di Cps–infermiere. Con “centinaia di operatori sanitari” che rimangono così in attesa che gli venga riconosciuto un diritto “che abbiamo maturato”, rivendicando il rispetto della legge da parte dell’Asp.