Rinascita, tempi rapidi del maxi processo: botta e risposta tra Procura e avvocati
Il calendario delle udienze del maxi processo “Rinascita Scott” ha creato, nell'udienza di ieri 1 febbraio, un botta e risposta (finito bene) tra Procura e avvocati. L'imponente istruttoria dibattimentale porta infatti ad avere tempi molto lunghi e per questo, per evitare che scadano i termini di custodia cautelare che comporterebbe la scarcerazione degli imputati, la Procura vuole accelerare il più possibile. Dall'altra parte, però, i difensori degli accusati rivendicano la necessità di avere il tempo di studiare le carte e preparare la difesa. A scatenare la discussione, nello specifico, la decisione dei giudici di imporre alla Procura il deposito dei verbali illustrativi dei contenuti della collaborazione dei pentiti, con la conseguente necessità di rimandare il controesame degli stessi occupando così altri giorni con altre udienze, nonostante un calendario già abbastanza fitto.
"Processo rapido ma anche giusto".
Come hanno evidenziato i difensori nell’aula bunker di Lamezia Terme, il collegio giudicante (presidente Brigida Cavasino, a latere Gilda Romano e Claudia Caputo) è dedicato esclusivamente a questo processo, stessa situazione per i tre sostituti procuratori (Annamaria Frustaci, Andrea Mancuso e Antonio De Bernardo), mentre gli avvocati hanno solo in parte accantonato la loro restante attività. "L’esordio della Procura (lo scorso 13 gennaio, ndr) - ha affermato in aula l'avvocato Tiziana Barillaro - è stato quello di chiedere un processo rapido per via della dichiarazione di un collaboratore di giustizia secondo cui le difese si erano accordate per far allungare i tempi, ma l’atteggiamento sembra sia quello di non voler consentire agli avvocati di esercitare al meglio il proprio mandato difensivo". Facendo riferimento ai giorni delle udienze troppo ravvicinati che non permettevano di poter studiare i verbali dei collaboratori di giustizia. “È necessario un processo non solo rapido ma anche giusto - ha chiosato il legale - che ci consenta di fare al meglio quello che abbiamo il dovere di fare”.
"Garantito il diritto alla difesa".
Di avviso opposto, però, il sostituto procuratore Annamaria Frustaci. "Non mi pare che la Procura abbia leso il diritto alla difesa - ha detto il pm in aula - già il fatto di presentare un calendario con le prove che verranno escusse" è un sintomo di questo. "C’è sempre la massima disponibilità per le richieste della difesa" ha aggiunto, ricordando l'impegno per tutte le istanze difensive che vengono fatte dagli avvocati, anche quelle presentate "informalmente". C’è stato, insomma, "un venirvi incontro".
Punto di incontro tra Procura e avvocati.
La questione era stata posta anche nel filone in abbreviato, quando gli avvocati avevano fatto notare che "non possiamo finire l'udienza del filone principale la sera alle 20:30 e il giorno dopo essere qui alle 9:30 per lo stralcio in abbreviato". In quel caso il Gup Claudio Paris aveva rimandato la questione affermando che avrebbe valutato volta per volta. Nella giornata di ieri, invece, Procura e avvocati si sono venuti incontro per il calendario delle udienze, evitando che i giorni dell'esame e del controesame fossero troppo vicini così da consentire agli avvocati di poter studiare i verbali sui pentiti. Il grande lavoro del processo, che occupa quasi tutti i giorni, lascia però intendere che il bilanciamento tra velocità del procedimento - a tutela dell'enorme lavoro svolto dagli inquirenti ma anche degli stessi imputati - e la garanzia del diritto alla difesa terrà ancora banco all'interno dell'aula bunker di Lamezia Terme. (a.s.)
