Ucciso perché omosessuale, anche i Cacciatori in cerca del corpo di Filippo Gangitano

Da questa mattina i militari del reparto speciale dei carabinieri stanno setacciando il territorio tra Stefanaconi e Vibo dove, secondo il pentito Mantella, sarebbe sepolto il cugino

La svolta nelle indagini potrebbe arrivare a breve perché le ricerche di Filippo Gangitano, ucciso nel 2002 dalla ‘ndrangheta perché omosessuale, continuano senza sosta. Ricerche per le quali gli inquirenti hanno chiamato anche il lo Squadrone Carabinieri Cacciatori Calabria.

I militari di questo reparto specializzato da stamattina stanno setacciando palmo a palmo il territorio compreso tra Stefanaconi, Sant’Onofrio e Vibo Valentia.  Filippo Gangitano, secondo le ricostruzioni, venne convocato dal cugino Andrea Mantella in una masseria e assassinato. Il suo corpo messo dentro dei sacchi di mangime per animali e mai più ritrovato. A raccontarlo lo stesso Mantella, autoaccusatosi del delitto, che ha spiegato nel dettaglio il movente: l’omosessualità di Gangitano, che era andato a convivere con un ragazzo. Anche se  recentemente qualcuno ha sostenuto che l’omicidio sia stato in realtà causato dalla volontà di pentirsi