“Rinascita Scott”, Gratteri: “La mafia calabrese è una holding del crimine”

Il presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, Nicola Morra: “Non è solo un processo alla ‘ndrangheta ma anche ai colletti bianchi”

Sono 295 imputati ai quali si aggiungono altre 4 persone già a processo con il rito abbreviato tra loro l’avvocato ed ex parlamentare Giancarlo Pitteli. Per altri 91 imputati si aprirà il rito abbreviato il 27 gennaio prossimo. Un processo che vede la presenza della stampa nazionale ed estera in un’aula bunker con misure di sicurezza al massimo, una postazione Covid con il personale del 118 e ingressi contingentati e separati per magistrati, giornalisti, avvocati e imputati a piede libero.

Cinque i testimoni di giustizia chiamati a deporre, 58 i pentiti appartenenti alla ‘ndrangheta ma anche alla malavita pugliese e a Cosa Nostra siciliana. Le parti offese individuate dalla Procura distrettuale sono 224, ma meno di 30 si sono costituite parti civili e fra loro figurano diversi Comuni del Vibonese.

Gratteri: “Non è più la mafia dei pastori”
Lo ha definito un “giorno importante” perché è “un processo alla ‘ndrangheta che vuole dare l’idea di cosa oggi sia la mafia calabrese, non più una mafia di pastori dedita ai sequestri di persona, ma una holding del crimine per contrastare la quale, sostengo da anni, ci deve essere la volontà della politica di apportare modifiche al codice penale”. Sono le parole del procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri, prima dell’inizio del processo: “Importante anche la mobilitazione spontanea della gente comune che in questo caso c’è stata. Continuiamo ad essere inondati da denunce”.

Morra: “Un processo anche ai colletti bianchi”
Al processo questa mattina si è recato anche il presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, Nicola Morra: “Mi ritrovo in aula, al momento solo fra gli esponenti politici, per l’inizio di un processo importantissimo che si celebra in un’aula bunker di uno stabile inutilizzato, come purtroppo tanti in Calabria, e riconvertito per avere un’aula di udienza funzionale. Non è solo un processo alla ‘ndrangheta ma anche ai colletti bianchi. Come presidente della Commissione parlamentare antimafia – ha aggiunto Morra – era importante oggi essere qui. Oggi le mafie agiscono in silenzio, spesso in rapporti con la massoneria deviata che chi in passato ha provato a contrastare – vedi De Magistris proprio in Calabria – ha pagato a caro prezzo. La mafia intesse relazioni con il potere e per questo è sempre più forte”.