Monsignor Domenico Battaglia, noto semplicemente come "don Mimmo", è stato nominato nuovo arcivescovo di Napoli. Lascia quindi la diocesi di Catanzaro-Squillace per una nuova missione ecclesiastica. Le "più vive felicitazioni" sono arrivate da parte dell'arcivescovo di Catanzaro Vincenzo Bertolone, che ha ricordato come "nella sua Lettera pastorale alla diocesi di provenienza, del 6 dicembre scorso, monsignor Battaglia aveva parlato di Maria come 'donna dell’attesa', osservando che 'siamo anche noi in lei umanità in attesa. Attesa di Dio nell’attesa dell’altro. Attesa di credere insieme, di sporcarci insieme le mani con la speranza! In Maria accade qualcosa che è un segno grande! Il sogno di Dio si fa storia. Dio viene a vivere con noi. E noi possiamo vivere con Lui. Questo grande disegno di salvezza Maria ha accolto nel suo grembo, un giorno, uno dei tanti giorni della sua esistenza, nella sua casa umile, nel suo piccolo paese'".

"Esempio di vita e di fede". Congratulazione anche da parte del sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo, che parla di "notizia che riempie di gioia e di orgoglio l'intera comunità catanzarese che per tanti anni si è riconosciuta nel suo straordinario lavoro di pastore e di educatore, sempre vicino ai più deboli". "A don Mimmo - continua il primo cittadino - vanno i miei più sinceri auguri ma soprattutto la più sentita gratitudine per l'esempio di vita e di fede che continuerà a trasmetterci giorno dopo giorno".

"Ha fatto la storia". Abramo lo definisce un "prete di strada" che "ha fatto la storia": "In primis - spiega - perché l'ordinazione a vescovo per un catanzarese è arrivata a distanza di 60 anni dalla precedente e, oggi, perché erano oltre due secoli che un calabrese non assumeva la guida della diocesi napoletana". "Il saper parlare al cuore della gente – continua il sindaco - credendo fortemente in una Chiesa che sia realmente aperta alle istanze dei territori e ai bisogni in campo socio-assistenziale, è la dote che monsignor Battaglia, formatosi nell'Arcidiocesi di Catanzaro, porterà con sé rappresentando, ai più alti livelli spirituali, anche le radici più autentiche dell'identità calabrese. Non è un caso che, tra le prime parole pronunciate nella sua nuova veste, abbia scelto 'ospitalità' e 'accoglienza' che ben descrivono la cifra caratteristica della sua terra d'origine, così vicina a quella partenopea". "Così come la 'capacità di resistere' - conclude Abramo - ovvero quella tenacia che solo chi vive in prima linea le difficoltà del più profondo Sud può comprendere e trasformare in uno strumento prezioso di speranza e di riscatto".