Sanità vibonese in affanno: visite rinviate al 2022 o “a data da destinarsi”

Prenotazioni per dicembre 2020 rinviate, improvvisamente, anche di un anno. Malati cronici costretti a pagare sulla propria pelle il prezzo di una sanità che non funziona

La sanità, in Calabria, si trova – in piena emergenza sanitaria – a pagare anni e anni di malfunzionamento. Un fatto noto, di cui tanto si è detto. Quello che però, spesso, non si sottolinea abbastanza, è che si tratta di un prezzo che stanno pagando gli stessi calabresi sulla propria pelle. E non solo quelli malati di Covid. Nel Vibonese, ad esempio, si stanno moltiplicando negli ultimi giorni le notizie di esami rinviati di un anno e oltre.

Un uomo di Stefanaconi, ad esempio, aveva una visita diabetologica (con una malattia che necessita, obbligatoriamente, di controlli periodici) prenotata per il 3 dicembre 2020. Risultato? Squilla il telefono e, di punto in bianco, tutto rinviato al 4 ottobre 2021. Ma è stato anche “fortunato”, rispetto ad altri. Mario Matera, sulle colonne della “Gazzetta del Sud”, racconta della sua odissea: moglie diabetica, costretta a quattro insuline al giorno, che potrà essere visitata solo ad ottobre 2022. “È assurdo – ha dichiarato – che un malato cronico se non ha i soldi per rivolgersi ai privati debba essere costretto a morire”.

Ma non sono i soli. Una paziente oncologica, sul proprio profilo Facebook, denuncia: “Prenoto una visita ad aprile 2019, prima data disponibile 9 dicembre 2020”. Il giorno finalmente si avvicina, ma ecco la sorpresa: “Ricevo una chiamata dell’Asp, mi dispiace, visita rimandata a data da destinarsi”. E così mentre la politica discuteva per settimane del nuovo commissario alla sanità, mentre si dibatte su Gino Strada si o no, i cittadini vibonesi si trovano a vivere in prima persona la famosa “sanità calabrese”. E, da oltre dieci anni, aspettano soluzioni che continuano a non arrivare.