Pompei, nuova incredibile scoperta: ritrovati due corpi intatti

Si tratta di due uomini, fuggiaschi: un signore di alto rango con il mantello e il suo schiavo. Osanna: “Ritrovamento eccezionale”. Franceschini: “Stupefacente”

Pompei, 21 novembre 2020 – Due uomini, un quarantenne signore di rango avvolto in un caldo mantello di lana e il suo giovane schiavo in tunica, le ossa già provate da anni di durissimo lavoro. È la nuova scoperta di Pompei venuta fuori nei giorni della pandemia, secondo quanto riferisce l’Ansa. “Stupefacente” commenta il ministro Dario Franceschini, “una scoperta assolutamente eccezionale“, sottolinea il direttore Massimo Osanna, anche perché “per la prima volta dopo più di 150 anni è stato possibile realizzare i calchi perfettamente riusciti delle vittime e delle cose che avevano con sé nell’attimo in cui sono stati investiti e uccisi dai vapori bollenti dell’eruzione”.

La scoperta

Sono due uomini e le immagini dei calchi – che l’Ansa documenta – sono impressionanti, con il gesso che sembra aver restituito ai due poveretti persino le vene pulsanti nelle mani contratte dal dolore. Accanto ai due corpi, un ammasso di stoffa pesante, che la tecnica dei calchi ha rivelato essere un altro pesante manufatto in lana, forse un secondo mantello, forse una coperta. Lo scavo, ancora in corso, potrà forse chiarire meglio nei prossimi mesi il ruolo di questi due uomini e dove fossero diretti, se per esempio stavano raggiungendo negli ambienti ipogei del criptoportico il resto della grande famiglia allargata che popolava la tenuta e che probabilmente già dal primissimo mattino aveva cercato salvezza negli ambienti sotto alla grande terrazza. Le conoscenze accumulate negli ultimi anni sugli ultimi istanti di Pompei possono comunque già dirci quando i due poveretti hanno vissuto la loro ultima brutta avventura. “Con buona approssimazione – spiega Osanna – deve essere avvenuto nelle prima mattinata del secondo giorno dell’eruzione“, quindi intorno alle 9 del mattino del 25 ottobre di quel terribile 79 d.C., quando sulla colonia romana si rovesciò la seconda tremenda corrente piroplastica, un vento di morte che non lasciò scampo a nessuno.

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