Cagnolina investita due volte: storia di cattiveria e umanità nel Vibonese

La storia di Rosa raccontata dalle volontarie dell’Enpa Pizzo: “La piccola è stata investita sulla Statale 18, all’altezza di Colacchio, e nessuna delle due auto si è fermata per prestare soccorso”

La storia della cagnolina Rosa rappresenta due facce della stessa medaglia, una storia di umanità e cattiveria. Rosa è stata investita ieri sera sulla Statale 18, all’altezza di “Colacchio” e della Pizzeria 270gr. “Veniamo avvisate e ci precipitiamo sul posto – raccontano le volontarie dell’Enpa, sezione di Pizzo – la cagnolina si lamentava in preda a dolori sicuramente molto forti, accanto a lei i ragazzi della pizzeria e di ordineweb, insieme alle forze dell’ordine, che ci raccontano l’accaduto: la piccola è stata investita non una, ma ben due volte e nessuna delle due auto si è fermata per prestare soccorso“.

Arrivato il veterinario reperibile contattato dalle forze dell’ordine, ad una prima visita esterna e alla nostra domanda se secondo lui il cane avesse bisogno di essere ricoverato d’urgenza risponde che “il cane non presenta urgenza di ricovero e può essere trasferito in canile“. Anche non essendo veterinarie, però, “abbiamo valutato che il cane in realtà stava molto male e abbiamo deciso di prenderlo in custodia, poiché l’Asp non prevede, neanche per le emergenze, un ricovero in clinica, essendo anche sprovvisti di canile sanitario provinciale.
Arriviamo in clinica e il verdetto – aggiungono le volontarie – è ovviamente nefasto: bacino fratturato, forte stato di shock, temperatura corporea di 35 (che per un cane in normali condizioni è di 38,5-39). Oggi la piccola non è fuori pericolo, è ancora in stato di forte shock, ed è ricoverata presso il Centro Veterinario Mera di Nicotera”.

Ma ora le volontarie vogliono fare un po’ di chiarezza: “Con la Legge n. 120/10, è stata introdotta un’importante disposizione a tutela dei diritti degli animali”. “In caso di incidente – dice la norma – comunque ricollegabile al suo comportamento, da cui derivi danno a uno o più animali d’affezione, da reddito o protetti, ha l’obbligo di fermarsi e di porre in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso agli animali che abbiano subito il danno. Chiunque non ottempera a tali obblighi è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 389 a euro 1.559″. Può diventare inoltre reato se a causa dell’incidente l’animale muore. O, ancora, non è da escludere che se dall’omissione di soccorso di animali derivi non la morte, ma il ferimento dello stesso, si integri l’ipotesi delittuosa di maltrattamento di animali.

Quindi l’invito: “Quando assistete o provocate un incidente, o vi trovate davanti ad un animale in difficoltà dovete sempre avvisare le forze dell’ordine, che a loro volta devono mandare il veterinario reperibile dell’Asp, quando vi viene detto che non è di loro competenza, o che il veterinario reperibile non è disponibile fategli capire che conoscete la legge. Il soccorso non si nega a nessuno, umano o animale”. L’Enpa di Pizzo rimane sempre “a disposizione per segnalazioni di maltrattamenti, omissioni di soccorso, omissioni delle istituzioni e garantisce il vostro anonimato esponendosi come associazione”.

“Infine – conclude l’associazione animalista – ci teniamo a ringraziare i ragazzi della Pizzeria 270gr e di OrdineWeb, la Polizia di Stato e la Guardia di Finanza (chi accorso perché chiamato sull’intervento e chi fermatosi per umanità perché passando si è reso conto di quello che stava accadendo); tutti loro sono stati l’altra faccia della medaglia, la faccia dell’umanità, sono stati amorevoli con la piccola che soffriva e non si sono mossi di lì finché non abbiamo avuto il via per poterla portare in clinica. In particolare vi lasciamo questa foto, che per noi rappresenta un briciolo di speranza, affinché la gente si sensibilizzi verso gli animali in questa terra che a volte sembra dimenticata da Dio sotto ogni punto di vista. Grazie A. C., è stato bello vederti nel tuo ruolo di poliziotto, chinato sulla quella povera anima sofferente per regalare una carezza, e vi garantiamo che da terra non si è mosso finché non l’abbiamo caricata in macchina“.