Rinascita, avvocato Stilo lascia il carcere per i domiciliari: “Gravi problemi di salute”

Alla base della decisione del Tribunale di Catanzaro un “quadro clinico particolarmente severo” valutato con apposita perizia

L’avvocato Francesco Stilo, in carcere dallo scorso 19 dicembre a seguito dell’operazione Rinascita Scott, lascerà il carcere per essere sottoposto agli arresti domiciliari. Alla base del provvedimento del Tribunale di Catanzaro, nello specifico del Gup Claudio Paris, ci sono i problemi di salute dell’avvocato vibonese, che già lo scorso agosto per le stesse ragioni era stato trasferito dal penitenziario di Opera, a Milano, a quello di Bologna. L’accusa nei suoi confronti è quella di concorso esterno in associazione mafiosa.

Il Tribunale ha accolto le motivazioni degli avvocati difensori, Diego Brancia e Paola Stilo, precisando che sebbene dalla perizia medica sembri emergere una compatibilità con il regime carcerario, dall’altro lato non è possibile ignorare il fatto che emerge anche, “inequivocabilmente”, un “quadro clinico particolarmente severo“. Per queste ragioni, secondo il Gup, anche se le condizioni di salute in quanto tali non sarebbero incompatibili con la custodia cautelare in carcere, hanno comunque un’influenza sul pericolo di recidiva.

Questo, spiega il giudice, unito al tempo trascorso in carcere, alla possibilità di impedire l’esercizio della professione di avvocato – che, secondo gli inquirenti, è stato lo strumento per le condotte criminose di cui è accusato – e di comunicazione con soggetti terzi, fa venire meno l’esigenza della custodia cautelare più afflittiva. Prevedendo quindi il regime degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, con l’impossibilità di comunicare – telefonicamente, telematicamente, epistolarmente, o in qualunque altro modo – con persone diverse da quelle con cui abita.