Rinascita, lunedì 9 novembre il processo all'ex parlamentare Pittelli
Se da un lato il maxi processo "Rinascita Scott" nell'aula bunker di Rebibbia è già iniziato da circa due mesi, dall'altro manca poco per l'inizio del procedimento nel Tribunale di Vibo Valentia. Il 9 novembre, infatti, è in programma nel capoluogo vibonese il processo per gli indagati che hanno chiesto il giudizio immediato: l'ex sindaco di Nicotera Salvatore Rizzo, l'imprenditore Mario Lo Riggio, l'avvocato Giulio Calabretta e, soprattutto, il 67enne ex parlamentare di Forza Italia Giancarlo Pittelli.
Scarcerato dopo mesi di detenzione. Pittelli, che deve rispondere dell'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, dopo l'arresto avvenuto il 19 dicembre 2019 è uscito dal carcere lo scorso 16 ottobre. Dopo oltre 9 mesi di detenzione e diverse richieste respinte dal Gip di Catanzaro, infatti, il Tribunale della Libertà ha accolto la tesi dei suoi legali autorizzando gli arresti domiciliari.
Accuse ridimensionate dalla Cassazione. Le accuse nei confronti dell'ex parlamentare sono state ridimensionate a giugno dalla Corte di Cassazione, che ha annullato senza rinvio i reati - l’abuso di ufficio aggravato dal metodo mafioso e le rivelazioni del segreto di ufficio - non riconducibili direttamente al concorso esterno in associazione mafiosa. La Suprema Corte ha però lasciato intatto il concorso esterno, e adesso - dal 9 novembre in un'aula di tribunale - l'ex senatore dovrà difendersi dall'accusa di aver agito in nome e per conto del boss Luigi Mancuso, considerato al vertice della 'ndrangheta vibonese.
Richiesta di ricusazione. C'è quindi grande attesa per la prima udienza che si terrà nel territorio dove è avvenuta la maxi operazione coordinata dalla Dda di Catanzaro con a capo Nicola Gratteri. Molto probabilmente l'argomento principale sarà la richiesta di ricusazione del presidente del collegio giudicante Tiziana Macrì, presidente della sezione penale del Tribunale di Vibo. C'è infatti il rischio, secondo i difensori degli indagati, che possa non esserci la piena imparzialità del giudice. Questo per due ragioni: in primo luogo, in quanto un collegio presieduto dalla stessa Macrì ha emesso, lo scorso 26 ottobre, una sentenza verso il clan Soriano di Filandari che conteneva anche contestazioni presenti nell'inchiesta Rinascita-Scott. In altre parole: se ha già espresso una valutazione su alcuni fatti potrebbe non avere l'imparzialità di valutarli nuovamente in un altro processo. Così come anni fa, quando ricopriva l'incarico di Gip del Tribunale di Catanzaro, Tiziana Macrì ha autorizzato un'intercettazione richiamando nelle motivazioni l'associazione mafiosa che investe tutto il maxi-procedimento. Erano ancore le indagini preliminari di quella che poi divenne la maxi operazione "Rinascita-Scott", ma avendo avuto un ruolo (seppur marginale) nel corso delle indagini, anche in questo caso l'imparzialità potrebbe venir meno. Lunedì 9 novembre ne sapremo di più.
