Stalking, minacce e lesioni contro l’ex moglie: 50enne condannato anche in appello

La Corte di Appello di Catanzaro ha condannato l’uomo a 6 mesi di reclusione. In un caso, con una mannaia lunga circa 20 cm, avrebbe minacciato di morte la donna procurandole delle lesioni

La Corte di Appello di Catanzaro, in totale accoglimento delle richieste avanzate dal penalista Francesco Nicoletti, ha confermato la sentenza di condanna, per i reati di stalking e lesioni, emessa dal Tribunale di Castrovillari nei confronti di un 50enne, S.P.P.. L’imputato è stato, pertanto, riconosciuto responsabile di tali reati e condannato a 6 mesi e 15 giorni di reclusione, con l’ulteriore condanna al pagamento di tutte le spese processuali sostenute della parte civile oltre che al risarcimento dei danni subiti dalla stessa. Una severa condanna inflitta all’uomo per come impetuosamente richiesta dall’avvocato Nicoletti in ragione dei gravissimi episodi che gli venivano contestati

Afferrata per i capelli e minacciata di morte. Nello specifico, il 50enne si sarebbe reso responsabile di diverse di minaccia e molestie nei all’ex moglie, con aggressioni fisiche, ingiurie, invio di sms dal contenuto minatorio, inseguimenti in auto e appostamenti. Così facendo le avrebbe procurato “un perdurante stato d’ansia e di paura” e ingenerandole il timore per la propria incolumità, e costringendola a modificare ed alterare le sue abitudini di vita e relazionali. In una occasione, mentre la donna si trovava in casa della sorella, l’imputato, alla presenza anche delle figlie minorenni, l’avrebbe afferrata per i capelli e, reclinandole il capo ed impugnando una mannaia lunga circa 20 cm, l’avrebbe minacciata di morte procurandole delle lesioni poi refertate presso il Pronto Soccorso. In un’altra occasione avrebbe fatto irruzione armato di un bastone nella casa della sorella della vittima, dove questa si era rifugiata, rompendo mobili e suppellettili. L’ex, per sfuggire ad altre aggressioni, in quanto minacciata di morte, sarebbe stata costretta a chiudersi in bagno con le figlie minori. L’uomo avrebbe desistito solo per il pronto intervento dei carabinieri che lo convinsero allora ad andare via. Tutti questi comportamenti avrebbero causato un grave stato di agitazione anche nelle figlie minorenni della coppia.

La denuncia e il processo. A seguito della denuncia presentata dalla donna, l’ex marito era stato sottoposto, con una ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Castrovillari, al divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati abitualmente dalla parte offesa. L’ordinanza era stata poi confermata dal Riesame di Catanzaro specificando che il non avvicinamento doveva riguardare, in particolare, il luogo di dimora della parte offesa, quello in cui questa lavorava e quello dove vivevano le sue due sorelle. Il procedimento è sfociato poi nel processo di primo grado dinanzi al Tribunale di Castrovillari con l’audizione del Maresciallo dei carabinieri che aveva curato l’attività d’indagine e con l’escussione della parte offesa, costituitasi parte civile, delle sorelle e di altri testi indicati dall’avocato. Nicoletti. Sono stati anche escussi i testi della difesa.

6 mesi di reclusione. Conclusa l’attività istruttoria con l’acquisizione di tutta la documentazione richiesta dalle parti, il Tribunale, all’esito della camera di consiglio ha emesso la sentenza di condanna nei confronti dell’imputato per come richiesto dal Pubblico Ministero e dal difensore della parte civile. Il legale dell’imputato, avverso tale sentenza, ha proposto ricorso che è stato discusso in Corte di Appello a Catanzaro. Anche i Giudici del secondo grado, in totale accoglimento della richiesta avanzata dal procuratore generale e da Nicoletti, difensore di parte civile, hanno ritenuto l’imputato responsabile dei reati di stalking e lesioni con la condanna alla pena dei sei mesi e quindici giorni di reclusione e al pagamento delle spese processuali anche del secondo grado di giudizio, per come sostenute dalla parte civile costituita.