Omicidio Vangeli nel Vibonese, la Dda chiede 30 anni per Giuseppe Prostamo

Sarà processato con il rito ordinario Antonio Prostamo (fratello di Giuseppe), 31 anni di San Giovanni di Mileto

Il pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro ha chiesto 30 anni di carcere, nell’ambito del processo con rito abbreviato dinanzi al gup di Catanzaro Gabriella Logozzo, per Giuseppe Prostamo, di San Giovanni di Mileto, accusato di concorso in omicidio e soppressione di cadavere nei confronti del povero Francesco Vangeli, sparito nel nulla circa due anni addietro. La richiesta non esclude lo sconto di un terzo della pena per via della scelta del rito abbreviato.

Come noto, sarà invece processato con il rito ordinario Antonio Prostamo (fratello di Giuseppe), 31 anni di San Giovanni di Mileto. Per gli altri tre imputati, l’ex fidanzata di Vangeli, Alessia Pesce, 21 anni di Filandari ma residente a San Giovanni di Mileto; i due amici della vittima Alessio Porretta, 24 anni di Filandari, e Fausto Signoretta, 29 anni di Ionadi è stata stabilita l’incompetenza della Corte d’Assise.

Secondo l’accusa Francesco Vangeli sarebbe stato ingannato e ferito mortalmente con un colpo di fucile, chiuso in un sacco di plastica e ancora agonizzante gettato nel fiume Mesima. Il giovane sarebbe stato attirato con un pretesto nella casa di Antonio e Giuseppe Prostamo a San Giovanni di Mileto. E’ qui che il giovane di Filandari sarebbe stato ferito dal colpo di fucile, rinchiuso in un sacco nero di plastica e ancora moribondo trasportato a bordo della sua auto nei pressi del fiume Mesima dove, moribondo, è stato gettato. Quindi i suoi presunti assassini hanno bruciato la macchina nel tentativo di cancellare quante più tracce possibili.