Assenteismo. Operazione Swipe, responsabile dell’Arsac torna in libertà

Aveva “goduto” della timbratura del proprio cartellino da parte di terzi, ma non era assente

Era finito agli arresti domiciliari accusato di associazione a delinquere, assenteismo e truffa, ma il Gip ha accolto le ragioni difensive revocando gli arresti e permettendogli di tornare al lavoro. È l’esito della vicenda che ha interessato il responsabile dell’Arsac di Gioia Tauro, Vincenzo Cilona, arrestato nel corso dell’operazione Swipe. L’accusa, basandosi su appostamenti e pedinamenti, affermava che Cilona facesse strisciare il suo badge d’ingresso ad altri dipendenti, falsando così la sua presenza sul posto di lavoro. Fatto accertato tramite filmati, sulla base dei quali era stata emessa l’ordinanza di custodia cautelare.

Tuttavia, in fase difensiva il responsabile ha provato, tramite ulteriori approfondimenti investigativi e numerosi allegati, di trovarsi sempre e comunque sul posto di lavoro nei giorni indicati. Aveva dunque “goduto” della timbratura del proprio cartellino da parte di terzi, ma non era assente. Per questo motivo, gli arresti domiciliari sono stati revocati ed il responsabile ha potuto riprendere servizio.