Emergenza in Calabria, protestano i Vigili del fuoco: “Grave carenza di organico”

La denuncia dell’Usb Vigili del fuoco, sceso in piazza a Catanzaro: “Moltissime richieste di soccorso non vengono evase per mancanza di personale”

“Anche l’anno 2020 ha lo stesso ritornello degli anni passati nel Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, ecco perché nella giornata odierna una delegazione Vigili del fuoco orecari calabresi dell’Unione Sindacale di Base è scesa nuovamente in piazza (come per la Sicilia a Catania e come per la Puglia a Foggia), a Catanzaro”. Così in una nota Giancarlo Silipo, per il coordinamento regionale Usb Vigili del fuoco Calabria, spiegando di essere scesi in piazza “per il diritto al soccorso di ogni singolo cittadino e per il diritto all’assunzione di precari che sono in attesa in graduatoria per l’assunzione definitiva”.

Grave carenza di personale. “Ormai è di dominio pubblico e non solo – continua il sindacato – l’elevatissima carenza di organico che vi è nel nostro Corpo nazionale e soprattutto che il soccorso tecnico urgente è letteralmente al collasso. Da sempre in Calabria abbiamo un patrimonio naturalistico vasto da tutelare, salvaguardare e proteggere, ma il personale si ritrova quotidianamente ad espletare un grandissimo surplus di lavoro, con l’addizionamento che lo stesso personale già in servizio spesso svolge ventiquattro ore di lavoro continuative – oltre al servizio emergenziale ancora in atto – nonostante le fiamme che sono ritornate ad aggredire discariche di rifiuti, terreni, boschi, uliveti, macchia mediterranea ed i dissesti idrogeologici quotidiani che distruggono ogni parte d’Italia, al personale permanente viene chiesto il raddoppio dei turni per fare fronte alle emergenze passate e future ed i precari del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco buttati nelle graduatorie in attesa della manna dal cielo”.

Richieste di soccorso non evase per mancanza di organico. L’Usb ricorda quindi che i Vigili del fuoco sono “sottodimensionati ed insufficienti alle richieste di soccorso”, denunciando che “moltissime richieste di soccorso non vengono evase per mancanza di organico, ma nonostante tutto, il Governo si è anche espresso nell’ultimo periodo a chiudere definitivamente con il precariato (500 mila assunzioni nella pubblica amministrazione entro tre anni), ricordando che l’Italia è stata multata per i precari del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, ma con tutto ciò si persegue un’attività iniqua e vessatoria”.

Intervenga lo Stato. Pertanto “chiediamo pubblicamente e a tutte le sedi istituzionali degli organi competenti che venga stilata una legge apposita per l’assorbimento di tutti i lavoratori ‘in attesa’ per l’incremento delle unità operative da impiegare a contrastare le emergenze di tutto il paese ed in questo caso di tutto il perimetro della Regione Calabria. È l’effetto dello sblocco del turnover, il meccanismo che consente allo Stato di avere un ricambio generazionale, che tornerà al 100%: per ogni lavoratore in uscita ce ne sarà uno in entrata. Il blocco del turnover al 100% durava ormai da 8 anni, dopo la stretta operata dal governo Monti nel 2011”.

Ritardi a discapito della popolazione. Nella stessa giornata la delegazione dell’Usb Vigili del Fuoco Calabria è stata ascoltata dall’Utg territoriale di Catanzaro dove ha anche consegnato un documento che la stessa Utg dovrà farà recapitare agli organi competenti del ministro dell’Interno e del Governo centrale, con tutte le richieste. “Purtroppo ciò che è stato fatto negli anni per ristabilire un equilibrio nel corpo nazionale dei Vigili del fuoco – concludono – si sta sviluppando in maniera lenta e macchinosa e tutto questo temporeggiare, va a discapito del soccorso, della popolazione e di chi negli anni ha lottato per poter prendere un posto che gli spetta di diritto, solo per aver prestato servizio, senza avercelo mai avuto quel diritto”.