Provincia Vibo, un ente allo sbando torna a respirare dopo sette anni d’inferno

L’emendamento al Decreto Semplificazioni che oggi sarà spiegato dal deputato Riccardo Tucci nel corso di una conferenza stampa consentirà a palazzo ex Enel di venir fuori da una situazione finanziaria difficile

Sette anni di inferno per l’amministrazione provinciale di Vibo Valentia, dopo lustri di vacche grasse e spesa facile. Un ente allo sbando, finito nel baratro del dissesto, addirittura commissariato, con i dipendenti disperati senza stipendio a protestare sui tetti e davanti alle banche, una pianta organica enorme (oltre 420 unità) ridotta gradualmente a meno di un quarto del personale: questo e tanto altro ha rappresentato l’amministrazione provinciale. Per lustri simbolo dello spreco, dei concorsi facili, del denaro disseminato a pioggia. Dove qualcuno è riuscito persino ad appropriarsi indebitamente di fior di quattrini, salvo finire poi sotto processo ed essere condannata, mettendo nei guai dirigenti ed amministratori dell’ente.

Ebbene, questo quadro a tinte fosche (per usare un eufemismo), potrebbe cambiare a breve. Grazie all’approvazione di un emendamento del parlamentare Riccardo Tucci del Movimento Cinquestelle, che oggi verrà spiegato nel corso di una conferenza stampa, presentato dal senatore Fabio Auddino e approvato nel decreto Semplificazioni, l’ente intermedio vibonese potrà finalmente respirare. Dopo sette anni, infatti, sarà approvato il bilancio, “e l’ente potrà finalmente – ha detto Tucci – tornare a svolgere appieno le sue funzioni finora condizionate dall’assenza del documento contabile”. Si tratta dell’atto conclusivo “di un lungo e certosino lavoro condotto in tandem con il viceministro del Mef Laura Castelli, responsabile per il Governo degli enti territoriali”. I vantaggi dell’approvazione della norma saranno molteplici: “La Provincia potrà finalmente compiere tutte quelle operazioni finanziarie che le erano state precluse, anche sul fronte della viabilità e delle scuole”. Il tutto “con i conti in ordine, cristallizzati da un bilancio, potranno essere nuovamente accesi dei mutui, si potrà attingere a finanziamenti, rendicontare le spese da cui dipendono i trasferimenti da parte dello Stato”.

E la domanda sorge spontanea: da qui in avanti la Provincia sarà un ente virtuoso? La rotta è cambiata già da tempo. Non solo per volontà politica quanto perchè trasferimenti non ne sono quasi più arrivati. E la festa è finita. Tanto che un piano dello stabile è completamente vuoto. Pronto ad essere assegnato alle scuole…