Rinascita, annullamento con rinvio dalla Cassazione per Vincenzo Renda
Annullamento con rinvio al Tribunale del Riesame: questo il verdetto della Quinta sezione penale della Cassazione nei confronti di Vincenzo Renda, l'imprenditore difeso dagli avvocati Gaito, Gambardella e Brancia, arrestato lo scorso 19 dicembre nell'ambito dell'operazione Rinascita Scott. Renda, era prima finito in carcere con l’accusa di associazione mafiosa nel corso dell’operazione condotta dai Carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Vibo Valentia sotto il coordinamento della Dda di Catanzaro e successivamente era stato posto agli arresti domiciliari.
Per l'accusa, "quale direttore tecnico e comproprietario della società “Genco Carmela e Figli Srl”, con sede legale in Vibo Valentia – si legge nel capo di imputazione – nonché amministratore unico delle società “Calfood srl e Itc srl” con sede a Vibo, avrebbe devoluto al clan Mancuso "somme di denaro secondo prestabilite scadenze temporali, consapevole del ruolo svolto sul territorio dalla consorteria e dai suoi associati, instaurando con l’una e con gli altri un rapporto di reciproci vantaggi". Il clan avrebbe ricevuto risorse economiche a scadenze fisse, l’imprenditore avrebbe goduto di "tutela e protezione da possibili aggressioni da parte di altre consorterie".
