“La meraviglia del poco”, un viaggio nei nostri luoghi del cuore e dell’anima

Il libro del giornalista Franco Pagnotta, edito da Mario Vallone, è stato presentato l’altra sera a Mesiano di Filandari

Franco Pagnotta, giornalista e saggista di lungo corso, continua a farci assaporare con la sua inconfondibile scrittura la luce e la bellezza di una Calabria fatta di valori, di suoni, di passi e di rumori antichi e soavi che all’improvviso ritornano. Una vera e propria scrittura della memoria che ci parla di un’era dove “tutto era grande e quasi eterno, tutto, a differenza di uomini e donne che il tempo e la fatica precocemente invecchiavano, si aggiustava e riacquistava vita”, di ansie antiche, di amori, di casette in pietra, di jukebox, di ragazze con gli occhi scuri; di marciapiedi popolati, ora silenziosi e ora urlanti, dove l’umanità dei nostri paesi viveva la sua festa, il suo sogno e il suo destino, quasi sempre padrone di quei giovani anni che scorrevano “luminosi e lenti”, accompagnati da canzoni che le sere di inverno aprivano ferite “ancora troppe acerbe” .

L’ ultimo libro di Franco Pagnotta, da qualche giorno nelle librerie, dal titolo “LA MERAVIGLIA DEL POCO” (Mario Vallone editore ), con presentazione del grande ex atleta e oggi nella sua seconda vita anche cultore di studi umanistici Pasquale Mazzeo – di cui si è parlato l’altra sera a Mesiano di Filandari alla presenza del pubblico delle grandi occasioni – è questo ed altro, ovvero un susseguirsi di emozioni, di nostalgie, di dolori, di gioie , di partenze senza ritorno e di fatiche di chi ci ha preceduto che hanno costruito con saggezza pazienza ed equilibrio la storia minuta e romantica delle nostre comunità. Storie di affetti e di sentimenti forti che hanno lasciato il segno specie nelle viuzze incantate dei nostri paesi dove ogni muro e ogni spicchio di terra conservano ancora il vissuto del tempo andato. Storie odoranti che ci danno l’esatta dimensione del ciclo della vita che scorre inesorabile, che si rinnova e che, attraverso la forza dirompente e rivoluzionaria della parola, diventa poesia, mistero e incontro.

Merito di Franco Pagnotta, cantore della sua gente, camminatore lungo le vie dell’anima e raccontatore dei suoi e dei nostri luoghi del cuore.