Vibo, un Ferragosto da trascorrere tra mare e…canneti (FOTO)

Anche nel giorno “clou” dell’estate 2020, chi arriverà nella splendida Costa degli Dei, troverà degrado ed incuria. Benvenuti nella Provincia dei canneti

Benvenuti a Vibo Valentia, benvenuti nella Provincia a più alta vocazione turistica della Calabria. Benvenuti nella Costa degli Dei, nella terra del mare dall’acqua cristallina, nella terra delle bianche spiagge, nella terra della cipolla di Tropea e del tartufo gelato di Pizzo.

Benvenuti, anche, nella Provincia dei canneti e del degrado.

Un lembo di terra abbandonato. E’ arrivato il Ferragosto, è arrivato il cuore dell’estate. La Provincia di Vibo, e la sua costa, si è ripopolata, nonostante il Coronavirus. Le spiagge sono stracolme, i locali altrettanto, il flusso del traffico è aumentato, ma il “leit-motiv” rimane sempre il medesimo: il degrado di una terra amara che non vuole crescere, di un territorio sopraffatto dall’incuria e dalla mala gestione. E qui, cari politici ed amministratori, c’è poco da fare riferimento al sentimento di inciviltà delle persone, dei “lordazzi” che imperterriti continuano a gettare spazzatura ovunque, anche in riva al mare. No cara POLITICA, stavolta no, non ci siamo.

La Provincia dei canneti. Il simbolo dell’inefficienza è la ex statale 522 che da Pizzo porta a Tropea (ma ci sono tante altre situazioni che si potrebbero menzionare). Un tratto stradale che dovrebbe essere una vera e propria bomboniera e che invece, tutt’ora, è da considerarsi come una vera e propria mulattiera. I canneti la fanno da padrone, soprattutto in alcuni tratti. In alcuni punti, come tra Pizzo e Vibo Marina, i lavori di “pulizia” dei canneti sono stati effettuati, ma in maniera a dir poco strampalata e inconsistente. Un decespugliamento del “grosso” lasciato grossolanamente in bella vista a seccare sull’asfalto. Proprio un bel vedere insomma, così come l’enorme distesa di canneti a Porto Salvo, frazione di Vibo Valentia dove ancora oggi, arrivati al 15 agosto, è presente la vergogna di una vegetazione che ha invaso la carreggiata in entrambe le direzioni. Una vera e propria foresta mai pulita.

La politica delle parole. Un mese fa il consigliere regionale Vito Pitaro annunciava la pulizia di 600 km di strade provinciali. “La Regione Calabria agisce nel segno della sicurezza dei cittadini: ben 600 km di strade provinciali vibonesi su 900 verranno ripulite grazie al ‘Piano di indirizzo per interventi straordinari di pulizia finalizzati alla prevenzione degli incendi’. Sterpaglie e verde invasivo verranno rimossi grazie a degli interventi specifici su tutto il territorio”. Così il rappresentante della lista “Jole Santelli Presidente” esattamente un mese fa. “La mancata pulizia delle arterie stradali – rilevava Pitaro – provoca un potenziale aumento dei casi di innesco degli incendi, imputabili nella maggior parte dei casi all’azione dell’uomo, sia essa volontaria che involontaria. Non solo: ripulire le arterie servirà anche da biglietto da visita per tutti quei turisti che, in questo momento storico particolare, scelgono la splendida provincia vibonese per trascorrere le proprie vacanze. Quest’anno più che mai, dunque, è necessario – ha concluso – intervenire fattivamente e che le diverse amministrazioni territoriali, ognuno per i suoi specifici ambiti di competenza, lavorino in sinergia nell’approntamento dei sistemi di contrasto e prevenzione agli incendi boschivi”. Ad, oggi, dunque, poco o nulla è stato fatto sulla ex SS 522, se si esclude la pulizia tra Zambrone e Tropea e nel tratto che porta dalla vecchia stazione di Pizzo a località Ponte di Ferro.

L’inconsistenza della deputazione parlamentare. Passano gli anni, passano le stagioni, i colori politici si alternano, ma la sostanza rimane sempre quella di un territorio dove non si riesce minimamente a crescere, dove la politica non riesce a fornire un pur minimo indirizzo. La provincia con la più alta vocazione turistica, il territorio che punta tutto su Tropea come Capitale Italiana della Cultura 2022 che si consente il lusso di tenere il decoro di un litorale costiero in questo stato così comatoso. Il tempo delle parate è terminato, il tempo degli annunci e dei progetti faraonici è buono solo per qualche megalomane che crede ancora nelle favole. Un progetto per tutti: che fine ha fatto l’idea del “Consorzio Costa degli Dei” proposto dal senatore Mangialavori due estati fa?

L’ennesima occasione persa. Un’altra estate è trascorsa e lo scempio ambientale rimane con i residenti del luogo e vacanzieri costretti, per l’ennesimo anno, ad attraversare un luogo magico trasformatosi negli anni in una giungla maleodorante. Tanto alla cara, vecchia politica, cosa importa della Provincia dei canneti?