Scuole superiori Vibo, è scontro tra presidi: ci sono istituti “privilegiati”?

Risolti i problemi di Scientifico e Artistico ma qualcuno lamenta disparità di trattamento. La sensazione che aleggia nell’aria è che ci siano scuole di Serie A e scuole di Serie B

La sensazione che aleggia nell’aria è che ci siano figli e figliastri. Studenti di Serie A e studenti di Serie B. Scuole “intoccabili” e altre costrette a sistemarsi in quattro diverse strutture. Il tutto condito dalla testimonianza di pressioni da parte di assessori e consiglieri regionali a tutela di una determinata scuola. Cosa c’è dietro? Capirlo non è semplice, ma tra i litigi della politica e gli interessi degli “adulti” a rimetterci sono sempre gli stessi: i ragazzi della provincia di Vibo Valentia. Questa la necessaria premessa per comprendere la riunione, tenutasi questa mattina, dei presidi delle scuole superiori vibonesi.

Risolti i problemi di Artistico e Scientifico. La buona notizia è che le difficoltà del Liceo Artistico e dello Scientifico sono state risolte: per il primo “mi assumo io la responsabilità – ha dichiarato il presidente della Provincia Salvatore Solano – di tenerlo aperto completamente, firmo io per garantire la sicurezza”; per il liceo “G. Berto”, invece, è stato raggiunto un accordo per mantenere Palazzo Soriano con il canone “che verrà scomputato dal valore di acquisto dell’immobile, cosa che avrebbero dovuto fare anni fa”. Rimangono però da trovare 25 classi per l’ex Magistrale, attuale Liceo “Vito Capialbi”, e 10 per l’Alberghiero.

Le scuole “intoccabili” e lo scontro tra dirigenti. Diversi dirigenti scolastici hanno posto un problema: perché la Ragioneria – con 335 studenti in 18 classi – non può essere spostata completamente, magari al plesso B11 dell’Industriale (che può ospitare proprio 18 classi)? Perché continua a rimanere “arroccata”, quasi “intoccabile”, in quella grande struttura in Piazza Municipio, quando altre scuole devono dividersi in più plessi? La questione l’ha posta espressamente il dirigente dell’ex Magistrale Antonello Scalamandrè, facendo perdere le staffe al preside della stessa Ragioneria Genesio Modesti. “Ci sono decine di ambienti liberi” ha evidenziato qualcuno. “No non è vero, abbiamo 8 laboratori” ha ribattuto Modesti. La discussione si è poi concentrata su un aspetto molto pratico: il Liceo “Vito Capialbi” lo scorso anno aveva 8 classi alla Ragioneria e 6 allo Scientifico, spazi che al momento sono diventati sei nel primo caso e sono scomparsi del tutto nel secondo.

Il problema “è degli alunni di Vibo”. Il dirigente Raffaele Suppa ha provato a fare da mediatore: se gli studenti delle due scuole sono gli stessi (se non in diminuzione), e le classi saranno metà in presenza e metà a distanza, perchè le aule non sono più disponibili? Il problema, a quanto pare, è la volontà di fare ulteriori laboratori. “Ma vista l’emergenza i laboratori devono diventare aule, salvo alcuni dei tecnici e tutti quelli dei professionali” ha sottolineato Scalamandrè, ricordando che il “Vito Capialbi” e molte altre scuole hanno rinunciato a diversi laboratori. Della stessa idea il preside Suppa, secondo cui “a crescita invariata, siccome ci sono scuole che hanno bisogno di 25 aule, allora la provincia deve fare un piano di razionalizzazione”, e la preside Gramendola, per la quale “anche per una questione morale bisogna mettere le aule a disposizione delle altre scuole: il problema non è del preside Scalamandrè ma degli alunni della città di Vibo”.

Ennesimo rinvio per trovare una soluzione. In ogni caso il problema è rimasto: all’ex Magistrale servono 25 classi e all’Alberghiero 10. Alla fine la soluzione non è stata trovata. I presidi non hanno raggiunto un accordo e il presidente Solano vuole evitare un atto imperativo della Provincia. “Vi chiedo di usare il buon senso e venirci incontro – ha detto in conclusione Solano – perchè verso dicembre avremo concluso i lavori al Classico e all’Ipsia e avremo nuove aule”. L’appuntamento è quindi rimandato a lunedì prossimo, quando la Provincia effettuerà un sopralluogo allo Scientifico, alla Ragioneria e all’ex Magistrale per avere piena conoscenza degli spazi a disposizione. E il dubbio di fondo rimane: ci sono scuole di Serie A, che non vengono “disturbate” o per le quali si acquistano immobili, e scuole di Serie B, costrette a smembrarsi in svariati plessi e diventare – come ha dichiarato qualche dirigente – uno “spezzatino”?