Chiama il 112 e finge di ordinare una pizza: salvata da un giovane agente calabrese

La donna era stata picchiata dal compagno davanti al figlio di 10 anni. Il poliziotto “eroe”: “Il momento più difficile? Resistere alla tentazione di andare a soccorrerla in prima persona”

Ha utilizzato la scusa di ordinare una pizza “baby” per telefonare alla polizia e chiedere aiuto. Protagonisti di questa vicenda una giovane donna sudamericana, che era stata appena picchiata dal fidanzato nel suo appartamento nella periferia di Torino, e un giovane agente calabrese, Vincenzo Maria Tripodi, 27enne, che ha concluso da poco il corso di formazione. Il poliziotto “eroe”, quando ha ricevuto la chiamata durata appena 2 minuti e 50 secondi, ha capito subito – vista l’assurda richiesta – che la donna fosse in pericolo.

Picchiata davanti al figlio di soli 10 anni

L’uomo, ubriaco, aveva preso a botte la donna davanti al figlio di dieci anni, accusando lei e il piccolo di avere rotto il televisore. Futili motivi, si direbbe in questi casi. A quel punto la ragazza ha chiamato la “pizzeria”, ovvero il numero d’emergenza 112, e ha ordinato una pizza ‘baby’ per il figlio e, di fronte allo stupore dell’operatore che le chiedeva se sapesse con chi stava parlando, ha confermato “sì, vorrei proprio una pizza”.

“Ho capito che non si trattava di un errore”

“La signora era molto agitata, quasi in lacrime – ha raccontato Vincenzo Maria Tripodi al Corriere della Sera – e ho capito che non si trattava di un errore. Le ho chiesto se fosse in pericolo e lei mi ha risposto in maniera affermativa e a quel punto la mia preoccupazione è stata quella di avere la conferma dell’indirizzo e del piano per comunicarlo immediatamente a una pattuglia”.

Il momento più difficile? “Resistere alla tentazione di andare a soccorerla”

“Ho cercato di rivolgerle domande alle quali potesse rispondermi con un ‘sì’ o ‘no’ – continua il 27enne calabrese – l’ho invitata a uscire di casa con suo figlio, ma ho capito che non era possibile. Poi la telefonata si è conclusa bruscamente con urla e lamenti. L’uomo aveva ricominciato a picchiarla, ma ricontattare quel numero sarebbe stato un errore, perché avrebbe destato sospetto”. La volante della Questura è arrivata sotto casa della donna in appena tre minuti. Ad aprire la porta, convinto di trovarsi davanti il rider che consegnava la pizza, è stato proprio il marito. L’uomo è stato così arrestato dai poliziotti e dovrà rispondere ora dell’accusa di lesioni, con il divieto di ritornare a casa una volta tornato in libertà. “Riuscire a resistere alla tentazione di andare a soccorrere in prima persona quella donna è stato il momento più difficile – confessa l’agente Tripodi – ma durante la formazione ci insegnano a gestire anche queste situazioni”.