Mente alla Polizia e crea un piano per “liberarsi” del marito: arrestata

La donna intercettata: “Voglio stare libera per farmi i c… miei come voglio io, muovermi come voglio io e tutte cose…”. L’arresto è avenuto questa mattina nel Reggino

All’alba di oggi – a seguito di indagini avviate lo scorso giugno dalla Sezione investigativa del Commissariato di Pubblica sicurezza di Gioia Tauro, con il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palmi, diretta dal procuratore Ottavio Sferlazza, e del sostituto procuratore Giorgio Panucci – gli agenti della Polizia di Stato hanno tratto in arresto i fratelli Cosma e Rocco Sposato, gemelli di 24 anni, e Pamela Sposato, 31 anni. Per i gemelli Cosma e Rocco il Gip di Palmi ha disposto la custodia in carcere, mentre per la sorella Pamela sono stati disposti gli arresti domiciliari. Questo il risultato dell’operazione di Polizia denominata “married” (“sposato” in inglese) a seguito della quale vengono i tre fratelli sono accusati dagli inquirenti di diversi titoli di reato, tra cui danneggiamento aggravato, spari in luogo pubblico, detenzione illecita di cartucce e calunnia.

La denuncia per i maltrattamenti del marito

Lo scorso 9 giugno 2020 si era presentata presso il Commissariato di Pubblica sicurezza di Gioia Tauro Pamela Sposato, denunciando una lunga serie di maltrattamenti, consistenti in minacce, percosse e lesioni, subìte, negli anni, dal marito Nazareno Cucinotta nel corso della convivenza matrimoniale. Nel corso della “sofferta” denuncia presentata ai poliziotti del Commissariato, la donna affermava di essere vittima di comportamenti violenti del marito oramai da anni (in particolare, dall’inizio della tossicodipendenza di quest’ultimo). La tossicodipendenza l’aveva trasformato in soggetto violento e manesco nei confronti della moglie, mentre ai cinque figli nati dalla loro unione, a detta della donna, non era stato comunque rivolto alcun comportamento lesivo o aggressivo. Le percosse subìte dalla Sposato spesso le avevano provocato lesioni ed ecchimosi tanto che, in varie occasioni, la donna – sempre stando a quanto dichiarava nella denuncia – si era dovuta recare presso il pronto soccorso degli ospedali di Gioia Tauro e Polistena, ricorrendo alle cure dei sanitari ai quali, tuttavia, non aveva mai raccontato la vera causa delle lesioni, giustificandole, di volta in volta, come incidenti domestici.

La fuga di casa

L’ultimo episodio in ordine di tempo – riferito dalla donna ai poliziotti il 9 giugno scorso – si era verificato due giorni prima: una violenta lite per ragioni economiche legate all’impiego di danaro di famiglia per l’acquisto, da parte del Cucinotta, di sostanza stupefacente. La lite, secondo il racconto della donna, era gravemente degenerata in un’aggressione violenta a seguito della quale la stessa donna aveva deciso di andare via definitivamente da casa, assieme ai figli, trasferendosi dalla casa coniugale di Rosarno a quella del padre adottivo, a Gioia Tauro. Questi i fatti contenuti in quella che pareva, inizialmente, una accorata e genuina richiesta di aiuto di una donna indifesa, asseritamente vittima di violenze e soprusi da parte del marito violento e pericoloso.

Denuncia dai connotati “del tutto particolari”

Tuttavia, gli episodi esposti in denuncia e le riferite violenze e maltrattamenti assumevano “connotati del tutto particolari” (per come li ha descritti il giudice), allorquando, nella notte del 10 giugno 2020 (il giorno dopo la denuncia), a Rosarno veniva danneggiata con un colpo di fucile calibro 12 caricato a palla asciutta, l’autovettura di Salvatore Cucinotta, fratello di Nazareno, il marito della donna. Già nelle prime fasi delle indagini, pareva evidente che il danneggiamento subìto dal fratello di Nazareno Cucinotta fosse da ricondursi ad una reazione, una vera e propria ritorsione violenta, messa in atto dai fratelli di Pamela Sposato, ovvero i gemelli Rocco e Cosma, personaggi ben noti alla Polizia in quanto, secondo gli investigatori, gravitanti negli ambienti della criminalità organizzata di Gioia Tauro ed entrambi con numerosi pregiudizi per rapina ed altri gravi reati.

La confessione della moglie sui danneggiamenti

A seguito di tale evento delittuoso, il Commissariato di Pubblica Sicurezza di Gioia Tauro si è quindi attivato per raccogliere indizi utili all’esatta ricostruzione dei due eventi, evidentemente collegati tra loro: denuncia per violenze e maltrattamenti e grave danneggiamento con colpi d’arma da fuoco. L’attività info-investigativa condotta ha trovato un primo riscontro quando, nella notte dell’11 giugno 2020, agenti della Polizia di Stato a San Ferdinando ha rinvenuto, occultato tra i cespugli, un fucile calibro 12 e 7 cartucce dello stesso calibro caricate a palla asciutta. L’arma risultava essere stata modificata a “lupara” con il taglio delle canne e il manico, al fine di aumentarne la potenzialità e la portabilità. Che il danneggiamento cagionato ai danni della famiglia Cucinotta fosse stata opera dalla famiglia Sposato ha trovato poi pieno riscontro il 13 giugno quando, presso il Commissariato, si presentava Pamela Sposato che intendeva verbalizzare delle dichiarazioni inerenti il danneggiamento perpetrato a Rosarno ai danni dell’autovettura in uso a Salvatore Cucinotta, fratello del marito. In sede di spontanee dichiarazioni e successive sommarie informazioni, la stessa ha confessato di essere stata l’ideatrice e l’esecutrice del danneggiamento, messo in atto come atto ritorsivo nei confronti del marito. La donna riferiva precisi dettagli anche sull’arma utilizzata per il danneggiamento, che risultava perfettamente compatibile con quella rinvenuta e sequestrata l’11 giugno nel territorio di San Ferdinando.

Vera e propria strategia per sviare le indagini

Per quanto riguarda la descrizione del modus operandi relativo alle fasi del danneggiamento, la Sposato cadeva in palesi contraddizioni, ammettendo anche di voler realizzare l’omicidio del marito, Nazareno Cucinotta, e del suocero, come vendetta delle violenze subìte da entrambi, padre e figlio, per anni. A quel punto la Polizia di Stato, sapientemente coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palmi, ha avviato mirate attività d’intercettazione che, come sempre, si rivelavano preziose alla fedele ricostruzione della vicenda. Una vicenda dalla quale emergeva che i fratelli Sposato avessero architettato una vera strategia al fine di sviare le indagini e non consentire al Commissariato di Pubblica sicurezza di Gioia Tauro di identificare i reali esecutori del grave danneggiamento subìto dalla famiglia Cucinotta, consentendo al tempo stesso alla donna di creare, a seguito del danneggiamento con quelle modalità particolari, un clima tale da indurre il marito a lasciarla andare via di casa per il timore di altre e più gravi iniziative contro di lui.

Le intercettazioni: “Voglio stare libera… per farmi i c…miei”

In una delle conversazioni telefoniche intercettate tra Pamela Sposato ed un uomo emergeva, oltre ai gravi dissidi familiari tra la Sposato ed il marito, un quadro tutt’altro che chiaro a carico sulla posizione della donna in merito alla vicenda: “…Io voglio stare libera… per farmi i c… miei, come voglio io, muovermi come voglio io e tutte cose…”. Nella stessa conversazione emergeva inoltre un terribile quadro familiare fatto di ipocrisie e conflitti asperrimi. Tali conflitti familiari, dovuti a condotte quantomeno censurabili di entrambi i “coniugi”, avevano portato la donna a mettere in atto un vero e proprio piano per “liberarsi” del marito al fine di poter condurre autonomamente la propria vita e, non essendo soddisfatta della denuncia prodotta presso gli Uffici del Commissariato di Pubblica sicurezza di Gioia Tauro, ha messo in atto – secondo gli inquirenti – azioni tali da indurre un forte stato di paura nel marito, come emerge da un’altra conversazione intercettata in cui la donna, rivolta ad altro interlocutore uomo riferiva: “… Poi te lo dico io se sono andata a denunciarlo per pedofilia, chiedigli cosa gli ho fatto e adesso si stanno cacando addosso…”.

La preoccupazione del fratello

Nel prosieguo delle investigazioni, poi, emergeva, chiaro, il pieno coinvolgimento, nella vicenda, anche dei gemelli Sposato, fratelli della donna. Dalle operazioni di intercettazione, infatti, emergevano le preoccupazioni dell’odierno arrestato Cosma Sposato durante le fasi delle spontanee dichiarazioni della sorella. In particolare, in una conversazione telefonica, Cosma Sposato chiedeva alla madre se avessero “… fatto altre domande”, facendo chiaramente intendere se i verbalizzanti della Polizia di Stato avessero creduto alla versione resa da Pamela Sposato, e chiedendo inoltre se la sorella avesse fatto qualche nome. La madre rispondeva di non esserne a conoscenza. Secondo gli investigatori questa conversazione cristallizzava, attraverso il timore di essere scoperto, la responsabilità di Cosma Sposato nel danneggiamento perpetrato ai danni di Cucinotta.

“Non gli sparerò la macchina ma gli sparerò direttamente la testa”

Dalle attività tecniche d’intercettazione emergeva, quindi, un quadro familiare dei fratelli Sposato complesso e sfaccettato, fatto di alleanze tra fratelli – come nel caso del danneggiamento, in cui Pamela, incensurata, non esita a mentire ai poliziotti nel chiaro intento di coprire i fratelli Rocco e Cosma, entrambi con svariati precedenti per rapina ed altri gravi reati, nonchè reali esecutori, secondo gli inquirenti, della fucilata – ma anche di odi e sentimenti di reciproci rivalsa tra di loro. Come nella sera del 26 giugno quando i familiari di Pamela Sposato venivano a conoscenza della sua relazione extraconiugale. Numerose erano le intercettazioni dalle quali emergeva la rinnovata aggressività e desiderio di rivalsa della famiglia Sposato nei confronti di Pamela e del suo segreto amante. Sentimenti che si concretizzavano in una vera e propria caccia all’uomo messa in atto da Cosma Sposato, il quale asseriva, più volte, di voler uccidere l’amante della sorella e, se fosse stato necessario, anche la madre e la sorella di quest’ultimo. Durante una di queste conversazioni, oltre le svariate minacce di morte nei confronti dell’amante di Pamela, Cosma Sposato asseriva testualmente: “Non gli sparerò la macchina ma gli sparerò direttamente la testa”. Affermazione, questa, che risultava chiaramente riconducibile al danneggiamento cagionato all’autovettura della famiglia Cucinotta.

Aggiornati sui movimenti della Polizia

I vari elementi si cristallizzavano con maggior chiarezza, secondo la Polizia, con l’evidente pericolo di fuga dei gemelli Rocco e Cosma Sposato, emerso dalle risultanze delle attività tecniche. Comportamenti elusivi e guardinghi che hanno riguardato dell’intero nucleo familiare Sposato, attentamente monitorato grazie alle attività tecniche d’intercettazione. Nucleo familiare che teneva inoltre costantemente aggiornati Rocco e Cosma Sposato sui movimenti delle autovetture delle Forze dell’Ordine, al fine di evitare “sorprese”. Sino a stamane, quando sono stati tratti in arresto.