Porta la Reggiana in Serie B, ma dopo la laurea lascia il calcio. Destinazione Cina

E’ l’incredibile storia di Alessandro Spanò, capitano degli emiliani neopromossi in B. Qualche giorno fa la laurea ed ora la decisione di andare all’estero per una borsa di studio e l’ammissione in una Business School internazionale

Ad Alessandro Spanò è cambiata la vita in una settimana. Nel 2012 gioca nella Primavera della Pro Vercelli e marca Pato in amichevole, poi nel 2014 si trasferisce alla AC Reggiana 1919. La società fallisce e riparte dalla Serie D, lui rimane in squadra diventandone capitano e giocatore simbolo, ma questo non è niente.

Mercoledì scorso batte il Bari nei playoff e conquista una storica promozione in #SerieBKT, riportando la città di Reggio Emilia tra i cadetti 21 anni dopo. Ventiquattro ore più tardi si laurea in Economia e Management dello Sport davanti a tutti i suoi compagni di squadra

Oggi, a 26 anni, lascia ufficialmente il calcio giocato per andare a studiare in una scuola internazionale di Pechino.

L’ultimo saluto alla squadra, ai compagni ed al calcio. “Credo che il destino giochi con le nostre vite per dare, a tempo debito, un senso a tutto ciò che nei momenti più difficili sembra non averne. Mercoledì sera, guardando i volti e gli occhi di chi mi era vicino, ho realizzato che tutto, ogni singolo istante, ha avuto senso. Il mio destino – ha sottolineato Spanò sui social – si è intrecciato con quello di questa città. Mi ha chiesto di fare con lei un viaggio, fianco a fianco, e accompagnarla dove merita. Cosi ci siamo presi per mano, e siamo arrivati in vetta.

Ce l’abbiamo fatta, insieme. Non poteva essere diversamente, perché quella finale, come non avrei potuto immaginare neanche nelle migliori sceneggiature di un film a lieto fine, era la mia ultima partita. Il mio destino è compiuto.

Ora devo seguire ancora una volta il mio cuore. Ci sono altre parti dentro di me che sgomitano per avere spazio, ed è giunto il loro momento. E’ il momento di prendere un’altra strada, che da oggi mi porterà lontano dai campi di calcio. In questi mesi, per non distrarci dall’obiettivo comune, non ho potuto condividere con nessuno un altro traguardo personale: una borsa di studio e l’ammissione in una Business School internazionale.

Comincia un nuovo capitolo di questo gioco infinito che è la vita. Il mondo mi sta aspettando. Forse sono un po’ matto, ma la ragione non ha sempre ragione.

Non posso che ringraziare chiunque abbia fatto parte di questa favola. Vi ringrazio tutti per avermi fatto vivere degli anni meravigliosi. Mi auguro di aver lasciato qualcosa, in campo ma soprattutto fuori, perché io ho ricevuto tantissimo. Dopo una settimana di gioia, vi chiedo di continuare a sorridere, sarebbe l’ultimo enorme regalo che mi fareste. Le mie ultime parole vogliono essere un semplice invito: inseguite il vostro vero significato e vivrete per sempre un sogno”.