Vibo, il “Vito Capialbi” diventa un Museo 3.0: “Disponibili moderne tecnologie”

È stato realizzato il progetto Visa (Visualizing Innovative and Social Artworks) che ha dato la possibilità di avere un nuovo modello di spazio museale “connesso e moderno”

Un altro importante passo avanti per il Museo archeologico nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia che arricchisce la sua fruibilità grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie per la digitalizzazione del suo patrimonio. Utilizzando le risorse legate al Por Calabria, relativa alla promozione della ricerca e dell’innovazione, è stato possibile realizzare il progetto Visa (Visualizing Innovative and Social Artworks). Questo programma ha dato la possibilità di realizzare un nuovo modello di spazio museale, denominato Museo 3.0, accogliendo così la sfida lanciata dal ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo per aumentare le performance dei musei italiani mediante l’uso del digitale, potenziando in modo consapevole l’aspetto tecnologico della comunicazione per la fruizione e la valorizzazione delle opere d’arte.

Museo “connesso e moderno”. “Un modello di museo – spiega la direttrice del “Capialbi”, Adele Bonofiglio – che si presenta connesso, reale, moderno, orientato ad un’ampia accessibilità culturale attraverso le moderne tecnologie”. Il progetto Visa ha come ulteriore obiettivo quello di rendere lo spazio museale coinvolgente e collaborativo, mettendo al centro della visita le necessità, le preferenze, i gusti del visitatore. Il programma è stato ideato da diversi partner quali Naos Consulting, azienda di informatica e di sviluppo di tecnologie legate ai Beni Culturali, capofila del progetto, D’ArTe, Dipartimento Architettura e Territorio dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria; Demoskopika, azienda specializzata nell’attività di analisi ed elaborazioni dati. Un progetto ambizioso ma soprattutto fattibile, come verrà messo in evidenza durante l’incontro in programma domani a partire dalle ore 16.30 sulla piattaforma Google Meet (https://meet.google.com/sdg-efsa-sqx)

I partecipanti all’incontro. Ai lavori, moderati dall’archeologa Mariangela Preta, prenderanno parte, oltre alla padrona di casa Adele Bonofiglio, direttrice del Museo archeologico nazionale di Vibo Valentia, e la direttrice regionale dei Musei, Antonella Cucciniello, e la direttrice del Museo di Locri e Monasterce, Rossella Agostino; con loro: Gabriele Alitto e Bruno Stella della Regione Calabria, Francesca Fratta, Lidia La Rocca, Andrea Marraffa; Slavatore Barba parlerà delle tecniche di acquisizione digitale della laminetta orfica, reperto archeologico straordinario ed unico custodito proprio a Vibo Valentia.