Nuovo ospedale ed emergenza sanitaria, le proposte del Pd di Vibo

La classe dirigente dem ha articolato il proprio ragionamento alla presenza di Carlo Guccione

Il circolo cittadino di Vibo del Partito democratico accende i riflettori sulla sanità e lo fa interpellando il consigliere regionale Carlo Guccione dal quale arriva un significativo contributo in termini di proposte e di numeri. “Ci sono due miliardi di euro fermi in Regione – ha chiarito Guccione – per realizzare i tre nuovi ospedali calabresi, tra cui quello di Vibo che io non credo possa essere consegnato nel settembre 2023. L’unico modo per mantener fede a questa promessa sarebbe quello di lavorare su tre turni”.

Il tutto senza dimenticare che la consegna dell’ospedale “dovrà includere attrezzature e arredi ai quali è destinato il 20% dell’appalto”. C’è poi da guardare con attenzione all’emergenza Covid, tutt’altro che finita. Dunque, vanno potenziate le strutture esistenti. “Ci sono 100 milioni di euro -ha tuonato ancora Guccione – per tac e risonanze ma non riusciamo a fare la gara. Non abbiamo mai realizzato nessuna delle otto case della saluyte. Il decreto 91 prevede solo a Vibo sei nuove postazioni di terapia intensiva, una di terapia intensivia pediatrica, tre di Terapia semintensiva e la realizzazione di un Pronto soccorso Covid con Tac e posti letto”. Tutto questo “va fatto – ha chiosato Guccione – nell’arco dei prossimi due mesi”.

Un ragionamento articolato che è stato preceduto da una serie di riflessioni da parte della classe dirigente dem con Enzo Insardà ad introdurre i lavori e Raffaele Mammoliti a lanciare messaggi mirati all’indirizzo dell’Asp. “Il tempo delle parole – ha detto l’ex sindacalista – è finito. Noi abbiamo presentato una serie di proposte al Commissario dell’Asp ed attendiamo risposte. E soprattutto, l’Azienda sanitaria provinciale – ha tuonato Mammoliti – non è una cosa privata perchè gestisce un diritto fondamentale ed inalienabile come quello alla salute. Se non ci sarà chiarezza, non escludo un’iniziativa di protesta”. Teresa Esposito, da operatrice sanitaria, subito dopo ha fatto un feedback sui mesi terribili del Covid tra le mura ospedaliere, Enzo Romeo ha annunciato la prossima costituzione di un Comitato civico per il nuovo ospedale con l’apporto dei cittadini. Stefano Luciano, invece, pur soffermandosi sul tema sanitario, ha posto l’attenzione in modo più marcato, sulla questione politica e sull’espandersi dell’area Orlando, di cui Guccione è autorevole rappresentante, sul territorio, citando anche “Umanesimo sociale”. Il tentativo chiaro di mandare segnali in direzione delle Serre che qualcosa sta mutando!