Traffico internazionale di droga tra Vibo e Milano, tredici condanne

Regge l’inchiesta della Dda di Catanzaro che al termine della requisitoria aveva invocato pene per oltre un secolo di carcere

Pene dai 20 anni ai  3 mesi  di reclusione sono stati inflitti ai tredici imputati giudicati con rito abbreviato coinvolti nell’inchiesta Ossessione contro il traffico internazionale di droga, scattata il 28 gennaio dell’anno scorso in esecuzione di 25 provvedimenti di fermo emessi dalla Dda di Catanzaro.

Le condanne e le richieste di pena. Il gup del Tribunale di Catanzaro Matteo Ferrante ha condannato a 4 anni e 8 mesi Giuseppe Accursio, 67 anni di Licata, (il pm ha chiesto 8 anni di reclusione);  5 anni Daniele Bosco, 42 anni Jugoslavia, (il pm 8 anni di reclusione); 4 anni, 10 mesi e 20 giorni, Gianfranco Carugo, 71 anni, di Cerro Maggiore (MI), (il pm ha invocato 5 anni e tre mesi di reclusione); a 20 anni Francesco Carmelo Ceravolo, 67 anni, di Montebello Jonico (Rc), (il pubblico ministero ha chiesto 18 anni di reclusione); a 5 anni Carlo Cuccia, 40 anni di Tradate (VA), (il pm 8 anni di reclusione); 9 anni e 8 mesi Giorgio Mariani, 62 anni, di Genga (AN), (il pm 18 anni di reclusione);  8 mesi a Pantaleone Perfidio, 33 anni di Cinquefrondi e residente a Nicotera, ( il pubblico ministero ha invocato 4 mesi di reclusione),  6 anni e 2 mesi Gina Alessandra Forgione, 37 anni Venezuela, (10 anni di reclusione chiesto dal pm); 10 anni, 2 mesi e 20 giorni Ivo Menotta, 40 anni,  di Tradate (Va), (il pm ha chiesto 18 anni di reclusione); 3 anni e 10 mesi per Santo Tucci, 64 anni di Catania, (il pm ha chiesto12 anni di reclusione); 3 mesi per Emanuele Mancuso, 32 anni Vibo, (il pm 4 mesi  di reclusione); 8 mesi per  Giovanni Battaglia, 34 anni Reggio, (il pm ha invocato 4 mesi di reclusione) e 20 anni per Tonino Mazzaferro, 42 anni, Siderno (Rc). Altri undici imputati, invece, che hanno optato per il rito ordinario, sono stati rinviati a giudizio dal gup lo scorso 20 gennaio e per loro è in corso il processo dibattimentale.  Si tratta di Francesco Mancuso, 31 anni, nato a Vibo Valentia; Gaetano Muscia, 56 anni Tropea (VV);  Antonio Narciso, 59 anni, Vibo Valentia; Salvatore Papandrea, 74 anni, Taurianova (RC); Abderrahim Safine, 38 anni Marocco (EE); Francesco Scaglione, 60 anni, Palermo; Giovanni Stilo, 71 anni Nicotera (VV); Elisabeta Kotja, 41 anni, nata in Albania (EE); Fabio Costantino, 43 anni Vibo;  Giuseppe Costantino, 54 anni, di Nicotera e Salvatore Antonino Costantino, detto “trenino”, 55 anni di Nicotera. Regge l’inchiesta della Dda di Catanzaro che al termine della requisitoria aveva chiesto al gup pene per oltre un secolo di carcere.

Le accuse. Gli imputati rispondono, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, aggravata dalle modalità mafiose e dalla detenzione di armi. Le indagini, coordinate dalla Procura antimafia di Catanzaro diretta da Nicola Gratteri, hanno consentito di disarticolare una presunta organizzazione definita “estremamente complessa” dedita al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, tra le cui fila compaiono esponenti di spicco della famiglia di ‘ndrangheta dei Mancuso, egemone nel Vibonese e con forti interessi nell’hinterland milanese.

Il collegio difensivo. Impegnati nel processo con rito abbreviato, tra gli altri, gli avvocati Anna Marziano, Giovanni Merante, Francesco Capria e Giuseppe Bagnato.