Orrore a Sant’Onofrio, picchiava e torturava l’anziana madre: rinviata a giudizio

Per diversi mesi la donna ha torturato, anche psicologicamente, l’anziana madre arrivando a infilarne un tubo dell’acqua all’interno della bocca

È stata rinviata a giudizio, per decisione del gup di Vibo Valentia, V.M.T., 54 anni di Sant’Onofrio, accusata di maltrattamenti in famiglia nei confronti dell’anziana madre. In particolare l’imputata è accusata di aver picchiato violentemente al volto e alle gambe la madre con cui conviveva, minacciandola di morte e isolandola dal mondo esterno tramite la distruzione di tutti i telefoni cellulari in suo possesso. Condotte violente che sarebbero andate avanti per mesi, da giugno a settembre 2018, addirittura arrivando, un giorno di agosto, a infilarle un tubo dell’acqua all’interno della bocca togliendole il respiro per qualche secondo.

L’intervento provvidenziale dell’altra figlia. Il calvario della donna – fatto di maltrattamenti, insulti e torture – è terminato grazie all’intervento dell’altra figlia, che nel settembre del 2018 aveva deciso di rivolgersi ai Carabinieri del Comando di Sant’Onofrio riferendo che la madre disabile, impossibilitata a muoversi da casa, aveva intenzione di presentare una querela nei confronti della figlia che si era stabilita da lei a partire da giugno.

A processo. Inizialmente alla signora V. M.T., difesa dall’avvocato Santo Cortese, era stata applicata la misura cautelare del divieto di comunicare attraverso qualsiasi mezzo con la madre e, soprattutto, di evitare tutti i luoghi frequentati dalla stessa. Decisione presa, scrive il gip, visti i “gravi indizi di colpevolezza”, gli accertamenti di polizia e l’assunzione di informazioni dalle persone informate dei fatti. A distanza di circa un anno, a giugno 2019, il gip aveva poi annullato tale misura in quanto le esigenze cautelari si erano affievolite. Questa mattina, a circa due anni dal fatto, il gup ha poi disposto il rinvio a giudizio. (a.s.)