L’alluvione di Vibo 14 anni dopo. Ancora tanti i problemi irrisolti (VIDEO)

3 luglio 2006-3 luglio 2020. Nonostante i danni, in termini di vite umane e di milioni di euro persi, poco si è fatto per la messa in sicurezza di un territorio martoriato

3 luglio 2006-3 luglio 2020. Un lungo arco temporale è intercorso. 14 lunghi anni sono trascorsi da quella tragica giornata del 3 luglio 2006 che è rimasta e rimarrà scolpita nel cuore dei vibonesi, di coloro sono stati colpiti da una alluvione senza precedenti, da coloro che purtroppo hanno perso la vita sotto l’acqua ed il fango.

Ferite ancora aperte. Quel maledetto giorno, persero la vita Ulisse Gaglioti, Nicola De Pascali ed il piccolo Salvatore Gaglioti, di appena 16 mesi. Una marea di fango, detriti ed acqua che ha distrutto vite, attività produttive, che ha lasciato in ginocchio centinaia di persone rimaste senza nulla in mano.

Pochi interventi non risolutivi. Qualcosa nel corso degli anni è stato fatto, qualche intervento di manutenzione è stato messo in campo. Ma non basta. Non basta di fronte alla risorse disponibili, non basta di fronte ad un problema che ancora esiste in tutta la sua drammaticità ed è bastata la pioggia abbondante caduta tre mesi a far tornare paure ed ansia ad un territorio sempre più abbandonato e lasciato nel degrado, in particolar modo le frazioni del comune di Vibo Valentia, Bivona e Porto Salvo.

La situazione dei torrenti. Da Contrada “Silica” a Bivona arriva il famigerato torrente Sant’anna. Un fiumiciattolo sul quale si sono compiuti degli interventi, ma non risolutivi, soprattutto a monte. Situazione di forte degrado ed abbandono alla foce dei torrenti Tomarchiello e Bravo a Bivona. Nei pressi della spiaggia, in entrambi i casi, spazzatura, canneti, vegetazione incontrollata. Occhio poi ai torrenti Trainiti e Candrilli, protagonisti entrambi della frana che ha interrotto la stradina di collegamento con la ex SS 522 a cavallo tra i comuni di Vibo, Briatico e Cessaniti.

“Qui non paga nessuno”. Gianni Patania, segretario provinciale della Confasila e rappresentante del comitato alluvionati, invita le istituzioni a prendere provvedimenti: “Il problema è serio e occorre che le istituzioni intervengano al più presto in maniera sinergica. Comune, Provincia e Regione devono dialogare insieme per la risoluzione del problema”. Nei giorni scorsi è arriva l’assoluzione per gli imputati coinvolti nel processo alluvione: “Un messaggio sbagliato – sottolinea Patania – che fa pensare che qui a Vibo tutto possa essere permesso. Noi del comitato, lo ricordo a me stesso, fummo costretti a pagare 11mila euro per l’occupazione dei binari della stazione”.