Processi aggiustati in cambio di soldi e sesso, il ministero della Giustizia parte civile

Il ministero ha chiesto a Petrini 5milioni di euro a titolo di provvisionale. Si ritornerà in aula il prossimo 24 luglio

Si è costituto parte civile il ministero della Giustizia all’udienza che vede imputati il giudice Marco Petrini, l’avvocato Francesco Saraco e il medico Emilio Santoro, giudicati con rito abbreviato, finiti nell’inchiesta della Dda di Salerno “Genesi”, che svela un giro di corruzione in Corte di Appello e alla Commissione tributaria di Catanzaro, con la complicità di togati e professionisti. Il ministero della Giustizia, ha chiesto all’ex presidente della Corte di appello di Catanzaro, oggi assente in aula, ben 5milioni di euro a titolo di provvisionale. Si ritornerà davanti al gup del Tribunale di Salerno il prossimo 24 luglio, giorno in cui verrà riunito l’altro capo di imputazione in cui Petrini è imputato per corruzione in atti giudiziari in cambio di favori sessuali.

Operazione Genesi. L’inchiesta ha portato la Guardia di finanza lo scorso mese di gennaio a notificare otto misure cautelari di cui sette in carcere e uno agli arresti domiciliari. Il gip del Tribunale campano, accogliendo la richiesta dei magistrati della Distrettuale di Salerno, aveva disposto per sei imputati, destinatari, all’epoca dei fatti di una misura cautelare in carcere, accusati a vario titolo di corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio, corruzione in atti giudiziari aggravata dalle modalità mafiose, il giudizio immediato. Le prove raccolte sono tali, secondo il gip, da escludersi la celebrazione di un’udienza preliminare per gli imputati. Nel frattempo i legali difensori di Petrini, Saraco e Santoro hanno però chiesto, nei termini di legge, il rito abbreviato che nel caso di condanna comporta lo sconto di un terzo di pena. (g. p.)



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