Viaggio nella Costa degli Dei, tra paesaggi mozzafiato e degrado crescente (VIDEO)

Il nostro reportage sulla Costa degli Dei da Pizzo a Tropea. 35 km di paesaggio mozzafiato offuscato dai soliti problemi. Una strada mulattiera: rifiuti, erbacce, canneti. Questo il biglietto da visita al turista

Sono tra i 35 km più belli d’Italia con un paesaggio che non ha nulla da invidiare ad altre mete turistiche. Un tratto di strada mozzafiato che va da Pizzo a Tropea percorrendo la ex SS 522.

Bellezze incontaminate. Mare cristallino, scogliere, lo Stromboli ad un passo. E’ questo il biglietto della visita della meravigliosa Costa degli Dei. Il mare di Pizzo con il suo borgo marinaro, il porto di Vibo Marina, le spiagge di Briatico e Zambrone, le bellezze naturali di Parghelia ed, infine, l’approdo nella perla del Tirreno, quella Tropea che funge da catalizzatore principale del turismo vibonese e calabrese.

Un biglietto da visita offuscato dal degrado. Ma non è tutto oro quel che luccica. Il turista, il visitatore che arriva in macchina uscendo allo svincolo autostradale di Pizzo, o che arriva all’aeroporto di Lamezia Terme, trova uno scenario paesaggistico bello, ma altrettanto deprecabile. Nonostante il Coronavirus, nonostante il lungo periodo di lockdown, tutto è rimasto come prima, tutto inalterato da decenni ormai. Un territorio bellissimo, ma sottosviluppato, un lembo di terra che avrebbe potuto essere il fiore all’occhiello di un territorio dalle straordinarie potenzialità che però continua ad offrire un biglietto da visita pessimo.

La ex SS 522 è una mulattiera. La cultura dell’ordine, del bello, della pulizia non esiste. Da anni ormai il territorio vive nel più completo abbandono. I rovi, le sterpaglie ed i canneti sono il simbolo del degrado di un’arteria caratterizzato da un paesaggio straordinario che però da contraltare risponde con l’assenza di una visione, anche minima, di turismo, di valorizzazione del patrimonio paesaggistico che madre natura ci ha donato.

Le gravi colpe di una politica assente, sorda, cinica. Il territorio a più alta vocazione turistica della regione Calabria lasciato in balia del degrado. Non oggi, non da ieri, da decenni. La politica, le istituzioni, al di là del colore politico contingente, hanno una grave responsabilità a tutti i livelli. Eppure, negli anni, il Vibonese ha sciorinato nei palazzi più nobili della politica nazionale e regionale, deputati, senatori, assessori e consiglieri regionali. Il turismo è sempre stato sulla bocca di tutti: simposi, convegni, discorsi accademici. Tutto bello, ma di realmente produttivo è emerso ben poco. Eppure basterebbe poco per rendere quantomeno decoroso un luogo che molti ci invidiano, un luogo la cui sintesi che emerge dalla riflessione del turista è la seguente: “Bellezze incredibili, ma il territorio è abbandonato”. Un refrain ormai divenuto insopportabile.

L’inciviltà dei cittadini. Per carità, non vuole essere una giustificazione alla diffusa e crescente inciviltà dei cittadini. Ma il degrado porta sempre più degrado. Se un cittadino trova una strada con i canneti che arrivano ad espandersi sulla carreggiata, con le erbacce che rendono impercorribile anche il solo passaggio sui marciapiedi, tutto ciò rappresenta un incentivo per assumere comportamenti inaccettabili. Come quello di buttare a più riprese rifiuti ed immondizia di ogni genere tra Vibo Marina e Pizzo in un tratto di strada bellissimo.

La nostra denuncia. E’ arrivato il momento di dire basta, di provare a cambiare il passo, di invertire la rotta. Troppo spesso la classe giornalistica viene stigmatizzata dall’opinione pubblica per un racconto della Calabria e di Vibo sempre a più tinte fosche. Non tutto è marcio, anzi, non tutto è perduto. Ma occorre darsi una mossa, un territorio come la Costa degli Dei non può più rimanere in queste condizioni di degrado avvilente. Il nostro reportage da Pizzo a Tropea racconta lo status quo, la realtà delle cose. Con l’auspicio che qualcosa, a stretto giro di posta, possa cambiare. L’estate è ormai iniziata e non si può perdere altro tempo.