Giornate FAI all’aperto, successo per il tour tra le meraviglie della Calabria

Un fine settimana all’insegna della cultura e del turismo alla scoperta dei luoghi del FAI. Tra questi il Tempio del Cofino di Vibo dove stasera si terrà un concerto

In questo fine settimana anche la Calabria sta partecipando alle “Giornate FAI all’aperto”, l’iniziativa promossa dal Fondo Ambiente Italiano per promuovere i siti più suggestivi di tutt’Italia. Un segno tangibile di ripartenza dopo l’emergenza coronavirus. In totale, in questo fine settimana, si possono visitare, previa prenotazione luoghi aperti in più di 150 località d’Italia, otto delle quali in Calabria.

Il platano di Vrisi. Nella nostra regione si parte da Curinga, con il platano di Vrisi, un albero millenario alto 20 metri con tronco di 18 metri di circonferenza. Su un lato è situata un’apertura, alta più di 3 metri, da cui si accede alla cavità del tronco. Le radici, alcune delle quali visibili, si piantano nel terreno come le dita delle mani e i rami, spogli in inverno, sembrano delle lunghe braccia. Antiche leggende raccontano che fu piantato dai monaci del vicino Monastero di Sant’Elia vecchio, dove si conservano i resti del “Sancta Sanctorum.

L’abbazia di Sant’Eufemia Vetere. Un altro sito è l’Abbazia di Sant’Eufemia Vetere e Terme di Caronte di Lamezia, fondata da Roberto il Guiscardo nell’XI secolo nell’area di un precedente monastero bizantino. Si conservano i resti della chiesa e dell’area del chiostro dove furono ritrovate le monete con la raffigurazione delle vicine Terme di Caronte.

I luoghi del FAI a Rossano. Il Complesso monastico basiliano di Santa Maria del Patire, “gioiello” dell’arte bizantina e basiliana, collocato a 602 metri d’altitudine in una posizione strategica e di grande fascino, tra castagni secolari e boschi dell’ultimo lembo della Sila Greca, da cui si apre uno spettacolare panorama sul mar Ionio, e la Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli (San Giuseppe).

Gli altri luoghi, tra cui il Tempio del Cofino a Vibo. Ci si può poi spostare nel Crotonese, a Santa Severina, per la Villa di Palazzo Barracco, con gli alberi di pinuspinea che raggiungono anche i trenta metri di altezza con circonferenze che superano anche i duecentocinquanta centimetri. O nella Locride, a Gerace, per un percorso di fede e di speranza per scoprire la storia del Monumento ai cinque Martiri di Gerace, il Santuario della Madonna di Prestarona a Canolo. Tra i siti visitabili anche Vibo Valentia, il Tempio Località Cofino, scoperto nel 1921 da Paolo Orsi, dedicato a Kore-Persefone e in seguito anche alla madre Demetra, sorella di Zeus e madre della terra, dea del grano e dell’agricoltura, artefice del ciclo delle stagioni.

Tra i beni del Fondo Ambiente italiano c’è infine Spezzano della Sila, con la Riserva dei Giganti della Sila, nel Parco Nazionale, che racconta il “verde gigante”: 5 ettari della storica “silva” silana dove giganteggiano 60 esemplari di pino laricio alti fino a 45 m, con tronchi larghi fino a 2 m e un’età media di 350 anni. Questi “giganti” di natura sono protetti come veri e propri monumenti e il loro habitat naturale è oggetto di ricerche scientifiche sulla biodiversità botanica e micologica del sito, caratterizzata da una ricca varietà di licheni, funghi e piante officinali.