Coronavirus, Cosenza ferma a due contagiati. L’Asp pronta ad affrontare la seconda ondata

Negli ultimi giorni sono stati effettuati circa 40 tamponi a Castrovillari, 85 ad Amantea e 30 nel capoluogo di provincia

Sono solo due i casi Covid-19 ancora positivi nella provincia di Cosenza, dove da oltre un mese non si registrano nuovi contagi. Il direttore dell’unità di Igiene e Sanità pubblica del dipartimento Prevenzione dell’Asp di Cosenza Mario Marino spiega come la sanità bruzia si stia adoperando per monitorare l’evolversi della situazione sul territorio. “Nei giorni scorsi – afferma Marino – sono stati effettuati circa 40 tamponi a Castrovillari, 85 ad Amantea, 30 a Cosenza e diverse decine nelle strutture sanitarie. Da ieri – annuncia il direttore dell’unità di Igiene e Sanità pubblica del dipartimento Prevenzione – l’equipe dell’Asp di Cosenza addetta ai prelievi è presente dalle 8 alle 22 nella stazione di Paola per operare sugli arrivi. Stiamo facendo ogni giorno 220/230 tamponi e li processiamo nel laboratorio di Microbiologica e Virologia dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza che ha la capacità di elaborare 250 campioni in 24 ore. Abbiamo avuto dei rallentamenti ad inizio giugno, ora stiamo lavorando a regime. Il nuovo apparecchio che analizza i test per diagnosticare il Covid è stato acquistato, è in arrivo, ed entro un mese sarà istallato ed attivo nell’ospedale di Rossano. In vista dell’arrivo dell’autunno è meglio avere un’altra piattaforma per lavorare”.

“Le “squadre-tampone” dell’Asp di Cosenza addette ai prelievi, che lamentavano ritardi nei pagamenti – chiarisce ancora Marino – non sono state ancora retribuite, i salari sono in corso di liquidazione. Hanno lavorato alacremente, con grande professionalità, non è stato facile coprire i 150 Comuni cosentini. Adesso abbiamo due squadre d’emergenza sul territorio ed è stato siglato un accordo per avere il supporto delle Unità Speciali di Continuità Assistenziale (Usca). Da domani inizia la selezione di nuovo personale che sarà disponibile entro il termine della prossima settimana”.

Sono meno di 40 le persone del dipartimento Prevenzione che attualmente gestiscono i flussi di dati, la refertazione, il contact tracing, valutano gli aspetti epidemiologici, l’analisi della piattaforma regionale dei rientri, si occupano dei test. “Dovremmo avere 70 medici – rimarca Marino – uno ogni 10mila abitanti. Sono invece poco più della metà e vengono impiegati anche per le attività vaccinali che stiamo cercando di anticipare al 15 settembre per tutelarci dai contraccolpi che potrebbero presentarsi con l’eventuale seconda ondata di coronavirus”.