Coldiretti: “In Calabria graduale ripresa del turismo rurale ed enogastronomico”

La ragione in primo luogo è da ricercarsi nei grandi spazi che i turisti possono avere a disposizione, la bassissima incidenza del Covid-19, la ristorazione di qualità e l’accoglienza

“Gli ‘exit poll’ , cioè le analisi campionarie previsionali, relative al turismo rurale ed enogastronomico calabrese raccontano che vi è una lenta ma graduale ripresa delle vacanze in questo particolare segmento del turismo”. È quanto afferma Coldiretti Calabria, spiegando le ragioni di questa ripresa in Calabria: “La ragione in primo luogo è da ricercarsi nei grandi spazi che i turisti possono avere a disposizione quindi con la possibilità di fare anche sport all’aperto, poi ancora la bassissima incidenza del Covid-19 nella nostra regione e sicuramente la possibilità che l’ospitalità in campagna, la ristorazione di qualità e l’accoglienza possono giocano un ruolo strategico per l’incremento del turismo a livello regionale puntando su un turismo rurale innovativo che il sistema Coldiretti è impegnato sempre di più a consolidare”.

85% delle strutture vendono direttamente i prodotti. “Riflettere sulle emergenti modalità di vivere il paesaggio secondo approcci esperienziali ed emozionali – spiega Adriana Tamburi, presidente regionale dell’associazione agrituristica e ambiente di Terranostra-Campagna Amica – è uno spunto per costruire mappe e percorsi alternativi, sviluppando prospettive diverse. In questo senso l’operatore agrituristico diventa animatore della bellezza naturale”. “La forza del vero agriturismo anche in Calabria – evidenzia Tamburi – risiede nell’azienda agricola che gli sta alle spalle. Una realtà che è testimoniata dal fatto che l’85% delle strutture sono impegnate in attività di vendita diretta dei prodotti”.

Lotta allo spopolamento e tutela del territorio. “Agriturismo e turismo rurale – aggiunge – sono emblema della multifunzionalità del settore, fondamentali non solo in chiave turistica e occupazionale, ma anche per la lotta allo spopolamento, per il presidio del territorio e delle aree marginali, della biodiversità. Il nostro obiettivo è quello di esprimere e rappresentare il vero agriturismo: in questa fase, anche per diversificare – spiega – diventa fondamentale proprio far conoscere il lavoro agricolo che c’è dietro al nostro cibo, aprire le porte alle visite in azienda, dei luoghi dove produciamo e raccogliamo le nostre eccellenze. Se l’emergenza ci ha imposto un cambio di ‘postura’, occorre ora tradurre le criticità in opportunità raccontando la verità e autenticità della nostra offerta, in grado di esprimere fiducia e sicurezza nei confronti di chi sceglie questo tipo di vacanza”.

Crisi acceleratore di sviluppo, se si privilegia la qualità. “Da parte nostra – continua – stiamo trasmettendo un forte segnale di sostegno e fiducia verso il turismo rurale puntando sulla promozione e reagendo in maniera determinata e coraggiosa in un momento comunque difficile”. “Le fasi di crisi spesso si rivelano veri ‘acceleratori’ di sviluppo; per cogliere le opportunità che si apriranno in questa fase, occorre però – conclude con convinzione Tamburi – fare della qualità una costante: una qualità da elevare proprio intorno a quei valori principali che il Turismo Rurale ed enogastronomico di per se racchiude, semplicità, identità e tradizione che consentono indiscutibilmente ampi margini di crescita”.