In tour tra le “meraviglie” della Calabria: due giorni dedicati alle “Giornate Fai all’aperto”

In questo fine settimana sarà possibile visitare i siti più suggestivi di tutta Italia. Si tratta di 150 località di cui otto in Calabria: a Curinga, Lamezia, Rossano, Crotone, Locri, Vibo Valentia e in Sila

La Calabria mette in mostra le sue “meraviglie”. In questo fine settimana, infatti, sarà possibile partecipare alle “Giornate Fai all’aperto” organizzata dal Fondo Ambiente Italiano al fine di valorizzare, in chiave culturale e anche turistica, i siti più suggestivi di tutta l’Italia, anche come segnale di ripartenza dopo l’emergenza sanitaria. In totale, sabato 27 e domenica 28 giugno, saranno aperti e visitabili – ovviamente previa prenotazione – luoghi aperti in più di 150 località d’Italia, otto delle quali in Calabria.

Albero millenario a Curinga. In Calabria si parte da Curinga, con il platano di Vrisi, un albero millenario alto 20 metri con tronco di 18 metri di circonferenza. Su un lato è situata un’apertura, alta più di 3 metri, da cui si accede alla cavità del tronco. Le radici, alcune delle quali visibili, si piantano nel terreno come le dita delle mani e i rami, spogli in inverno, sembrano delle lunghe braccia. Antiche leggende raccontano che fu piantato dai monaci del vicino Monastero di Sant’Elia vecchio, dove si conservano i resti del “Sancta Sanctorum”.

Abbazia di Lamezia e il “gioiello” bizantino di Rossano. Un altro sito è l’Abbazia di Sant’Eufemia Vetere e Terme di Caronte di Lamezia, fondata da Roberto il Guiscardo nell’XI secolo nell’area di un precedente monastero bizantino. Si conservano i resti della chiesa e dell’area del chiostro dove furono ritrovate le monete con la raffigurazione delle vicine Terme di Caronte. Quindi Rossano, con due luoghi: il Complesso monastico basiliano di Santa Maria del Patire, “gioiello” dell’arte bizantina e basiliana, collocato a 602 metri d’altitudine in una posizione strategica e di grande fascino, tra castagni secolari e boschi dell’ultimo lembo della Sila Greca, da cui si apre uno spettacolare panorama sul mar Ionio, e la Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli (San Giuseppe).

Anche Crotone, Locri e Vibo Valentia. Ci si può poi spostare nel Crotonese, a Santa Severina, per la Villa di Palazzo Barracco, con gli alberi di pinuspinea che raggiungono anche i trenta metri di altezza con circonferenze che superano anche i duecentocinquanta centimetri. O nella Locride, a Gerace, per un percorso di fede e di speranza per scoprire la storia del Monumento ai cinque Martiri di Gerace, il Santuario della Madonna di Prestarona a Canolo. Tra i siti visitabili per il “Fai” anche Vibo Valentia, il Tempio Località Cofino, scoperto nel 1921 da Paolo Orsi, dedicato a Kore-Persefone e in seguito anche alla madre Demetra, sorella di Zeus e madre della terra, dea del grano e dell’agricoltura, artefice del ciclo delle stagioni.

Riserva dei Giganti della Sila. Tra i beni del Fondo Ambiente italiano c’è infine Spezzano della Sila, con la Riserva dei Giganti della Sila, nel Parco Nazionale, che racconta il “verde gigante”: 5 ettari della storica “silva” silana dove giganteggiano 60 esemplari di pino laricio alti fino a 45 m, con tronchi larghi fino a 2 m e un’età media di 350 anni. Questi “giganti” di natura sono protetti come veri e propri monumenti e il loro habitat naturale è oggetto di ricerche scientifiche sulla biodiversità botanica e micologica del sito, caratterizzata da una ricca varietà di licheni, funghi e piante officinali.