Imu, prima rata entro il 16 giugno. Salasso da 10 miliardi

Solo pochi Comuni hanno deciso di rinviare la scadenza. Tassa per 25 milioni di contribuenti

Niente da fare. La scadenza dell’Imu di domani rimane inalterata, salvo che per i pochi comuni che hanno deciso di rinviarla. E così per 25 milioni di contribuenti ci sarà il primo, rilevante, appuntamento con le tasse in epoca Covid. Senza che l’emergenza abbia portato allo slittamento generalizzato chiesto a gran voce da categorie e forze politiche. Il tutto mentre, su altro fronte, rimane completamente aperto il capitolo cassa integrazione, con almeno mezzo milione di italiani in attesa dell’indennità da marzo.

L’Italia reale, insomma, è alle prese con problemi immediati di sopravvivenza. E quello dell’Imu rischia di avere l’effetto del sale sulle ferite prodotte dall’epidemia. Sono circa 10 i miliardi che cittadini e imprese dovranno tirare fuori per la prima rata: 535 euro in media in capoluogo di provincia che salgono a oltre 1.000 nelle grandi città. “Purtroppo – spiegano Massimo Bagnoli e Mauro Soldini, coordinatori della Consulta dei Caf – le nostre richieste non hanno trovato attenzione, anzi, con la risoluzione del Dipartimento Finanze si afferma che è competenza dei Comuni la gestione delle proprie entrate tributarie e la disciplina delle modalità di riscossione, comprese quelle relative al differimento dei termini di versamento. Il differimento deve essere deliberato dal Consiglio comunale e, soprattutto, non può riguardare la quota Imu di competenza statale relativa agli immobili a destinazione produttiva”.

CONTINUA A LEGGERE QUI