Coronavirus e domiciliari: continuano le scarcerazioni, a tutela dei detenuti, a causa dell'emergenza sanitaria in corso. Questa volta il provvedimento di favore è toccato a Francesco Ventrici, 48 anni, originario di San Calogero, a cui il magistrato di sorveglianza di Reggio Calabria ha concesso in via provvisoria la detenzione domiciliare a causa dell’emergenza Covid-19. Accolti, in tal senso, i rilievi difensivi dell’avvocato Giovanni Vecchio e Mirna Raschi. In particolare era stata segnalata la situazione di comorbidità complessa che affligge il detenuto – affetto da plurime patologie croniche tra cui talune che colpiscono l’apparato respiratorio – che avrebbero, nell’ipotesi di contagio da Coronavirus, messo in serio rischio la vita dello stesso. Rilievi condivisi dalla stessa area sanitaria del carcere che ha ravvisato una situazione di incompatibilità di Ventrici con la detenzione per tutto il periodo dell’emergenza sanitaria.

Massimo importatore di cocaina in Europa. Ventrici era detenuto nel carcere di Reggio Calabria a seguito di numerose sentenza di condanna. Secondo gli inquirenti è infatti uno dei massimi importatori in Europa di cocaina dal Sud America. Il suo nome è salito agli altari della cronaca nazionale quale socio del broker della cocaina Vincenzo Barbieri (ucciso a San Calogero nel marzo 2011), a seguito della storica operazione “Decollo” del 2004 condotta dalla DDA di Catanzaro contro il narcotraffico internazionale di cocaina: processo in cui ha riportato una condanna a 12 anni di reclusione.

Diverse condanne per narcotraffico e intestazione fittizia di beni. Scontata la pena si era trasferito nel bolognese, dove è stato condannato a 3 anni e 9 mesi di reclusione in via definitiva per intestazione fittizia di beni nel procedimento nato dall’operazione “Golden Jail” e nel processo “Pigna d’oro”, sempre per narcotraffico, a 15 anni e 8 mesi. Sempre a Bologna è, invece, pendente il procedimento “Due Torri connection” nell’ambito del quale Ventrici è stato condannato in primo grado a 26 anni di reclusione per aver tentato di importare in Italia 1.500 chili di cocaina con un aereo che doveva partire dal Sudamerica.

Ulteriore processo per narcotraffico. Il trasferimento fuori dalla Calabria, inoltre, non ha impedito che Francesco Ventrici fosse coinvolto in vicende processuali su questo territorio. Lo stesso è stato definitivamente condannato per due distinte vicende giudiziarie scaturite dall’operazione “Decollo ter” condotta dalla DDA di Catanzaro. Da ultimo, ma non meno importante, è stato condannato, sia pure a una pena quasi dimezzata rispetto al primo grado (11 anni e 1 mese di reclusione a discapito dei 20 inflitti nel precedente grado di giudizio), dalla Corte d’Appello di Catanzaro anche nell’ambito dell’operazione “Stammer”. Anche in questo caso per narcotraffico. La decisione del magistrato di sorveglianza di Reggio Calabria – che si pone in continuità con le determinazioni di altre autorità competenti per i procedimenti ancora pendenti del Ventrici adottate prima dello scoppio della pandemia dovuta al Coronavirus – consentirà al detenuto di espiare la pena, per tutta la durata dell'emergenza, nel proprio domicilio.