Coronavirus e Pasqua, Coldiretti: spediti 20mila “pacchi da giù”

Un modo per stare vicino a chi non ha potuto fare ritorno in Calabria: “Un gesto che rende felici le persone che sono lontane e che racchiude un grande valore di affetto”

“Quest’anno molti calabresi, a causa delle restrizioni imposte dalle ordinanze del Governo nazionale e regionale, non potranno fare, giustamente, ritorno a casa per passare come di consueto le festività della Santa Pasqua con i propri cari. Si tratta prevalentemente di lavoratori, lavoratrici e famiglie che risiedono in Italia e in Europa”. Lo afferma in una nota Coldiretti Calabria, che spiega: “Queste persone non vogliono, però, rinunciare alle prelibatezze calabresi e sta accadendo che dalla Calabria in questi giorni siano stati spediti circa 20 mila pacchi fatti in casa o da aziende specializzate per mantenere vivo legame e tradizione”.

Un gesto di affetto e felicità. “Un pezzo di Calabria – prosegue la nota – prevalentemente agroalimentare, che rende felici le persone che sono lontane dalla propria terra e che racchiude un grande valore di affetto che scaturisce dal cuore di chi invia. Insomma, ci si ritrova, anche se lontani, insieme a tavola con le nostre eccellenze simbolo di unione e fraternità”.

Consumi in calo ma si festeggia la Pasqua. “I consumi sono nettamente calati, ma anche con la Pasqua blindata, comunque ligi all’impegno a ‘restare a casa’, i calabresi cercano di trovare soddisfazione nel cibo, in cucina e a tavola, dove si stima che in Calabria verranno spesi per le festività pasquali circa 20 milioni di euro per prodotti tipici, vino e gli ingredienti delle ricette tradizionali. Per il pranzo di Pasqua al tempo del Coronavirus non mancherà nei piatti la qualità e la tradizione”.

Pesa la chiusura dei ristoranti. “L’emergenza sanitaria, che ci ha costretto a casa, ha cambiato solo in parte le abitudini di coloro che non vogliono rinunciare ai piaceri del palato, anche se si fa pesantemente sentire – sottolinea la Coldiretti – la chiusura forzata al pubblico di ristoranti, trattorie e agriturismi dove negli anni passati si registrava il pienone, con un taglio di almeno il 30% della spesa complessiva per il pranzo di Pasqua. Il pranzo di Pasqua e Pasquetta sarà rigorosamente ristretto al proprio nucleo familiare, quindi non ci potranno essere le consuete tavolate e gite fuori porta, ma le famiglie, non dimenticando gesti di solidarietà per chi è nel bisogno, si stanno organizzando ricercando le migliori ricette della tradizione nel rispetto della stagionalità, con menu realizzati in casa e tipici della tradizione”.

Anche i più giovani legati alla tradizione. “In un periodo che ha costretto tutti a industriarsi con le nuove tecnologie – conclude la nota – c’è uno scambio anche in videoconferenza da parte dei più giovani con le proprie mamme e nonne per ricevere consigli preziosi. Il motivo conduttore è l’utilizzo di prodotti freschi e di qualità nell’ambito della campagna #MangiaItaliano a difesa del Made in Italy”.

 



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