Riace, la replica del Codacons: “Il sindaco ci querela perchè voleva il silenzio”

Ribatte duramente alle accuse il vice presidente nazionale Francesco Di Lieto e accetta la “sfida” in Tribunale

“Le voci sono quasi sempre vere e le cose sono quasi sempre semplici”, scriveva Leonardo Sciascia, e così quando le prime voci sull’aumento delle indennità sono iniziate a circolare, a Riace qualcuno ha iniziato a preoccuparsi. Attenzione, non perchè si trattasse di una notizia falsa, ma solo perchè qualcuno osava raccontarla. Una sorta di ipocrisia che ha fatto perdere la tramontana al primo cittadino Antonio Trifoli che, tra insulti e minacce, ha deciso di imporre il silenzio”. Questo l’incipit della replica del vice presidente del Codacons Francesco Di Lieto al primo cittadino di Riace.  “Continuo a pensare che, in questo preciso momento quell’aumento sia inappropriato ed inopportuno. E, a giudicare dalla reazione scomposta del Sindaco, sembra lo abbia compreso perfino lui. Ho appreso che il Sindaco di Riace ha deciso di querelarmi – sostiene Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale del Codacons. Non capisco per cosa, visto che non ha negato l’aumento delle indennità di carica anzi, lo ha addirittura confermato. Ma di questo ci sarà tempo e modo per discuterne in Tribunale”.

“Di certo è imbarazzante, oltre che avvilente, che un rappresentante delle istituzioni -chiarisce Di Lieto – si faccia veicolo di minacce, per tentare di mettere il bavaglio a chicchessia. Un modo di fare che dovrebbe preoccupare l’intera comunità. Spiace dover sottolineare come nel bel mezzo di una drammatica emergenza, sia sanitaria che economica, la Giunta abbia deciso di spendere (rectius, sperperare) danari pubblici per una querela. Ma tant’è.
Per il resto la circostanza che il Sindaco, per distogliere l’attenzione dalla vicenda “aumento”, sia dovuto scendere a delle affermazioni davvero offensive, fino a definirmi uno “pseudo” avvocato, denota una pochezza di argomenti ed il disperato tentativo di buttarla in caciara.
Dimenticando che, in questo modo, palesa tutta la debolezza di chi ha una idea della amministrazione, non come istituzione democratica, ma come potere”.

“Caro Sindaco le offese, specie quando sono palesemente gratuite e volgari, come in questo caso, si pongono in evidente antitesi con un modo di agire da adulti. E in un periodo di crisi, un sindaco dovrebbe comportarsi da adulto e non urlare risposte da ragazzino. Se, infine, ciò che indispettisce Trifoli è l’impegno del Codacons e le continue denunce sul marcio che soffoca la Calabria, dovrà rassegnarsi perchè non abbiamo alcuna intenzione di tacere”.