Il calcio non molla. Gravina: “Dovremo essere pronti se ci sarà ripartenza”

Basket e pallavolo hanno decretato lo stop. Grandi eventi mondiali sono stati rinviati (Olimpiadi, tornei tennis, F1, MotoGP), ma il calcio ci crede ancora

La pallavolo ed il basket si sono fermati in maniera definitiva. Le Olimpiadi sono state rinviate di un anno, grandi eventi sportivi a livello planetario sono stati rinviati (vedi i tornei del Grande Slam di Tennis, Parigi e Wimbledon, ed i GP della Formula 1 e del Motomondiale). Il calcio italiano, però, prova ancora a resistere allo tsunami coronavirus. Programma date, dead-line per ripartire, abbozza calendari, un giorno parla di provare a terminare la stagione in estate ed il giorno dopo di poterla finire anche ad ottobre. Insomma, la confusione regna sovrana ed intanto anche nelle serie minori cresce la sofferenza dei calciatori che temono il comportamento irresponsabile di molte società. Come dire, a chi ha il brutto vizio di non essere a posto con pagamenti ed adempimenti amministrativi, il coronavirus rischia di fare un favore.

Oggi, intanto, si è tenuta in video conferenza la riunione della Commissione medica federale, presieduta dal prof. Paolo Zeppilli, per l’analisi e la definizione di un protocollo di garanzia per il mondo del calcio in merito alla ripresa dell’attività sportiva.

Il mondo del calcio deve farsi trovare pronto. Il presidente della FIGC, Gravina è stato chiaro. “Se e quando dovessimo avere luce verde per una graduale ripartenza, il mondo del calcio si deve far trovare pronto. E’ questo lo scopo del lavoro svolto dalla nostra Commissione medica, e a tal proposito ringrazio tutti gli esperti che hanno aderito al nostro invito. Per il ruolo che il calcio ricopre nella società civile italiana, sono convinto che potremo dare un contributo importante a tutto il Paese”.