Il Garante regionale dei detenuti: “Nelle carceri calabresi mancano sanitari”

L’appello alla Santelli: “E’ necessario garantire a tutto il personale operante nei dodici Istituti penitenziari della Calabria i dispositivi di protezione”

Riceviamo e pubblichiamo la lettera che il Garante regionale delle persone detenute, l’avvocato Agostino Siviglia, ha inviato la lettera al presidente della Giunta regionale, Jole Santelli; Saverio Cotticelli, Commissario per il Piano straordinario di rientro nel settore della Sanità; alla sub-commissaria, Maria Crocco; al direttore generale del dipartimento ‘Salute’ della Regione Calabria, Antonio Belcastro;  alla Commissione straordinaria dell’Asp di Reggo Calabria; al direttore sanitario dell’Asp di Reggio Calabria, Antonio Bray; al Provveditore regionale del Dap (Dipartimento amministrazione penitenziaria), dott. Liberato Guerriero; al direttore dell’istituto penitenziario ‘Panzera’ di Reggio Calabria, Antonio Tessitore; al coordinatore sanitario del plesso carcerario di Arghillà, Nicola Pangallo; ai dirigenti sanitari dell’Asp di Reggio Calabria; al presidente del Tribunale di Sorveglianza di Reggio Calabria, dott. Vincenzo Pedone, “ai fini di un urgente reclutamento di personale infermieristico e completamento orario di specialistica psichiatrica e psicologica presso il carcere di Arghillà”.

Le misure da adottare. “Facendo seguito alla nota inviata in data 13 marzo 2020 con la quale si chiedeva di voler prevedere esplicitamente il reclutamento di personale infermieristico da destinare negli Istituti penitenziari della Calabria e, in particolare, all’Istituto penitenziario di Reggio Calabria- Arghillà (che, per vero, soffre una endemica carenza di personale infermieristico tanto da non riuscire a garantirne la copertura h 24) – scrive Siviglia – nonché idonee soluzioni per il completamento orario della specialistica psichiatrica e psicologica, sempre, nello stesso Istituto penitenziario, con la presente si chiede con urgenza di voler provvedere all’immediato reclutamento di n. 8 unità di infermieri da destinare al suddetto Istituto penitenziario di Arghillà e, nel contempo, di provvedere con urgenza al completamento orario della specialistica psichiatrica e psicologica relativa allo stesso Istituto penitenziario. In effetti, nonostante la buona volontà di chi di dovere – afferma il Garante – ancora oggi non risultano essere state adottate le misure di cui sopra.

L’urgenza. Si rappresenta, infine, l’assoluta necessità di garantire a tutto il personale operante in tutti e dodici gli Istituti penitenziari della Calabria, la fornitura dei dispositivi di protezione individuale sia per quanto riguarda il personale di polizia penitenziaria sia per quello amministrativo, medico e infermieristico, che quotidianamente presta il proprio servizio professionale all’interno del sistema penitenziario calabrese. Non sfuggirà, per vero, alle SS.LL. il rischio concreto di una diffusione del contagio da Coronavirus presso gli Istituti penitenziari calabresi che, evidentemente, costituirebbe una malaugurata evenienza di drammatica gestione sanitaria. Al fine, pertanto, di prevenire la suddetta malaugurata evenienza sanitaria oltre che securitaria, si ribadisce ancora una volta la necessità di intervenire con ugenza secondo quanto richiesto con la presente nota formale al fine della salvaguardia e tutela del diritto fondamentale alla salute di quanti operano all’interno delle carceri calabresi e della stessa popolazione detenuta, essendo il carcere non una società a parte, ma parte della società. Si evidenzia, infine, l’opportunità di fare i tamponi, ove necessario, in particolare, per il personale penitenziario e sanitario operante in carcere. Nel restare disponibile per tutte le interlocuzioni istituzionali che si renderanno necessarie ai fini dell’immediato intervento richiesto – conclude l’avvocato Agostino Siviglia – si resta in attesa di cortese riscontro”.



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