Coronavirus, Gratteri: “Sanità calabrese ha retto, ora assumere medici e infermieri”

Quanto alle carceri affollate: “I detenuti affetti sono 37. Portiamoli nelle caserme”. Alto il rischio ndrangheta e usura: “Il mafioso adesso arriva come un benefattore”

“Il sistema sanitario calabrese malgrado tutto, ha retto. Non abbiamo i numeri del nord o del centro Italia, ma il sistema sta reggendo. Ma se arriva un’ondata di centinaia di contagiati non ce la potremmo fare. Bisogna assumere medici e infermieri”.  Così il procuratore della Repubblica Nicola Gratteri, ospite di Fabio Floris alla trasmissione Di martedì in onda su La7.

Lavoro e usura. E ancora: “Esiste un ‘welfare’ mafioso. Il mafioso -ha proseguito il procuratore di Catanzaro – si presenta come un benefattore, con soldi e spesa, per persone che in questo momento non stanno lavorando. I ritardi negli aiuti economici favoriscono gli interventi alternativi. Bisogna fare presto non possiamo permetterci il lusso di muoverci al rallentatore. Ogni ritardo favorisce le mafie, se manca la liquidita’ interviene l’usura, che poi rileva le attivita’. Quello che abbiamo costruito in questi anni come Stato rischiamo di perderlo””. E ancora: “Le mafie stanno soffrendo come stiamo soffrendo noi”; “c’e’ stata una diminuzione dei reati del 75% in questo mese, come nel resto del mondo. Loro comunque cercheranno di approfittare di questa situazione, sono presenti dove c’e’ bisogno ed emergenza”.

Ritardo favorisce le mafie. “I ritardi – ha aggiunto Gratteri – favoriscono gli interventi alternativi. Ciò che si decide bisogna farlo subito. Non si può rimandare a domani. Ogni ritardo favorisce le mafie. ‘Ndrangheta e camorra fanno usura che non serve per arricchirsi ma per rilevare attività commerciali. Bisogna intervenire subito in favore di queste categorie”.

Emergenza carceri. “Il sovraffollamento delle carceri è un problema antico che c’è in tutta l’Europa, se lo si vuole risolvere basta costruire nuove carceri o nuovi padiglioni, ma già ora ci sono 1.200 posti liberi che possono essere occupati. Ma servono concorsi per la polizia penitenziaria, e stiamo pagando il prezzo di questi ritardi”. Lo ha detto il procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri, intervenendo a diMartedì su La7. Per quanto riguarda la diffusione del coronavirus nelle carceri, Gratteri ha spiegato: “Ci sono 37 detenuti affetti, si possono usare diversi posti come le caserme militari dove possono andare a scontare la pena”. E ancora: “Ci vogliono i concorsi della polizia penitenziaria bloccati dal 2010”.

Tribunali chiusi. “I tribunali e gli uffici giudiziari andavano assolutamente chiusi. Ho creato un argine prima del provvedimento del governo. Gli impiegati -ha concluso Gratteri – sono stati mandati a lavorare da casa da remoto”.