Caso Chiaravalle, titolare della casa di cura: “Una carneficina. I responsabili devono pagare”

Domenico De Santis, amministratore unico della struttura, denuncia: “Chi ci governa ha solo fatto proclami stando seduto su confortevoli poltrone”

“Una carneficina, una tragedia, i responsabili e chi ci ha lasciati soli dovranno pagare, nessuno ci ha ascoltati, nessuno ha risposto alle nostre richieste di aiuto, i pazienti per giorni non hanno ricevuto cure, chi ci governa, a tutti i livelli, ha solo fatto proclami stando seduto su confortevoli poltrone”. Ad affermarlo, ai microfoni dell’AdnKronos, è Domenico De Santis, amministratore unico della casa di cura “Domus Aurea” di Chiaravalle Centrale dove si sono registrati circa 70 contagi e 17 morti.

Mancanza di mascherine. Gli operatori sanitari hanno lavorato “senza i dispositivi di sicurezza Covid – continua De Santis all’AdnKronos – avevamo fatto richiesta, ma sono arrivati solo alla fine, quando non avevamo più dipendenti, quando non c’era più nessuno che potesse indossarli. Fra l’altro, non appena è scattato l’allarme Coronavirus, ci hanno posto in quarantena, con il divieto assoluto di uscire dalla struttura per tutti quelli che eravamo presenti qui dentro. Eravamo quindi impossibilitati a procurarci qualunque cosa, e l’unica cosa che potevamo fare era chiedere soccorso a chi poteva darcelo”.

Turni di 20 ore. “Quando erano rimasti solo 3 o 4 dipendenti, con turni di circa 20 ore, dei veri eroi, e di fatto non avevo più personale ma solo pazienti, mi sono autodenunciato: fate quello che potete. Sono intervenuti anche i sindaci dei paesi del territorio, che avevano degli ospiti loro concittadini presso la struttura, hanno fatto un sit-in per fare in modo che la struttura venisse svuotata, e così è avvenuto”.

Colpa della politica. Una “carneficina” causata dal “silenzio” seguito alle diverse richieste di aiuto: “L’unica risposta ricevuta è stata il provvedimento di sospensione del contratto, di fatto la revoca dell’accreditamento”. La colpa quindi, secondo De Santis, è “di chi ci governa, a tutti i livelli, hanno fatto solo proclami per farsi belli nei confronti dell’Italia ma di fatto erano solo proclami”. “Forse con altri ci siamo probabilmente infettati. Ho dormito qui, sul divano, dal 22 marzo – conclude – perché c’era la necessità di presenziare a tutte le attività per tentare di salvare più vite possibile. In giornata sarò posto in quarantena”.



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