Caso Chiaravalle, dalle parole alla carta bollata: Santelli denunciata
Dalle parole si passa alla carta bollata. La ricostruzione che la governatrice Jole Santelli ha fatto nelle scorse ore rispetto alla vicenda degli anziani contagiati nella Rsa di Chiaravalle ha fatto letteralmente infuriare Domenico De Santis, titolare della struttura che ha deciso di sporgere querela alla presidente della Regione.
Il presupposto. "Nella serata del 1 aprile 2020 il Governatore della Regione Calabria, On.le Jole Santelli -si scrive in una nota - diffondeva sulla piattaforma Facebook un proprio videomessaggio nel quale, per fare “il punto” sull’emergenza coronavirus in Calabria, trattava anche della vicenda che ha interessato la “Domus Aurea” rendendo dichiarazioni non veritiere e gettando discredito sul buon nome della Struttura".
La ricostruzione. Queste le parole della governatrice riportate nella premessa della querela a suo carico: "Abbiamo scoperto dei problemi a Chiaravalle, il 25 marzo quando è stata ricoverata una anziana paziente della Rsa ed al Pugliese gli è stato riscontrato il virus, il Covid-19. Da allora abbiamo attivato uno screening su operatori e pazienti, abbiamo riscontrato 59 pazienti positivi e 13 operatori positivi. Abbiamo fatto da subito una verifica tramite un infettivologo mandato dalla Regione delle persone che stavano in condizioni da dover essere ospedalizzate e 14 persone sono state immediatamente trasferite negli ospedali fra Catanzaro Germaneto e Soverato, i pazienti della RSA sono sempre stati assistiti dalle unità del 118 e dagli operatori, dagli operatori che erano risultati negativi ai test".
Le misure. "Gli operatori che erano risultati positivi -evidenziava Santelli - li abbiamo da subito mandati in una struttura per la sorveglianza attiva a Catanzaro Lido. Vedete secondo le linee guida noi avremmo dovuto mantenere chiusa, nel senso, blindare la struttura e tenere tutti là fermi, avevamo però un problema le condizioni della Rsa fin dalla prima visita dei Nas che io personalmente ho chiamato, subito, non ci consentivano di stare sicure sulle condizioni igienico sanitarie della medesima Rsa".
Iter tortuoso. E ancora: "Abbiamo successivamente mandato per varie volte il personale sanitario, abbiamo garantito l’assistenza minima, abbiamo garantito i pasti. Purtroppo ribadisco - ribadiva la presidente - non possiamo eseguire il protocollo che ci dà il ministero della salute che ci obbligava, che ci avrebbe obbligato a tenere lì fermi gli anziani positivi perché non ce lo consentono le condizioni di quella Rsa e dopo vari tentativi che anche l’Asp di Catanzaro ha espletato in vari ospedali e altre strutture oggi la Regione ha rotto gli indugi ed ha dovuto decidere per conto di altri; quindi abbiamo disposto il trasferimento a Germaneto contemporaneamente abbiamo anche disposto la sospensione e l’avvio della revoca per l’autorizzazione alla RSA stessa e il divieto di nuovi soggiorni.
L'affondo. "È una misura molto dura - concludeva la Santelli - ma è una misura che deriva delle condizioni in cui abbiamo trovato questa Rsa. Io ho sentito il proprietario dire sulle televisioni che voleva il trasferimento peccato che oggi quando sono arrivate le autoambulanze c’è stato un problema perché le avevano bloccate e non volevano fare i trasferimenti dei pazienti e sono dovuti intervenire i Carabinieri. Oggi c’è, ci sono i carabinieri davanti alla RSA il trasferimento dei pazienti sta avvenendo sotto il loro controllo è una situazione veramente brutta ciascuno si deve assumere le proprie responsabilità, ma sinceramente io credo di aver fatto quanto fosse umanamente possibile, chiedendo ausilio e aiuto a tutti non sempre abbiamo trovato facilità nel ricevere questo aiuto, ma finalmente da stasera quasi tutti i pazienti saranno già trasferiti, comunque sono in fase di trasferimento. Purtroppo, la situazione delle RSA non in Calabria ma in tutta Italia è una delle condizioni non solo più terribili ma anche più pericolose però dobbiamo fare di tutti affinché le persone in questo momento più deboli, i nostri anziani, quelli che sono più fragili vengano trattati con umanità, gli venga data assistenza sia sanitaria che umana. Questo è il nostro obbligo e questo cercheremo il più possibili di attuare con tutti gli strumenti e i mezzi e che abbiamo a disposizione".
La difesa. Parole che, secondo il titolare della struttura sarebbero "false, diffamatorie oltre intrinsecamente contraddittorie e foriere di ulteriori responsabilità penali in capo alla persona del Presidente Santelli ed in capo a chi, parte delle Amministrazioni, ha agito o avrebbe dovuto agire nella vicenda". In particolare, "la governatrice errando, numeri di pazienti trasferiti e soprattutto sulle tempistiche, millanta la predisposizione e l’invio di aiuti invece non predisposti né pervenuti".
Nessuna assistenza del 118. "Ella afferma falsamente che gli operatori del 118 avrebbero sempre assistito, assieme ai dipendenti risultati negativi al tampone, i degenti della Struttura. Gli operatori del 118 non hanno assistito nessuno, ma hanno giustamente reso il proprio servizio: presa in carico del singolo paziente bisognoso di soccorso e suo trasporto in ospedale ove necessario, trattenendosi all’interno dei locali della “Domus” lo stretto necessario ed avendo a che fare con singoli pazienti. L’assistenza che si è data agli anziani, che secondo gli standard di chi scrive non può nemmeno lontanamente definirsi minima, è stata data – solo ed esclusivamente – dal personale rimasto via via in forza alla struttura. Si rammenta che al 25 marzo 2020 il numero dei dipendenti assunti alle dipendenze della Salus m.c. srl ammontava a 48 unità. Dopo il contagio e l’allontanamento anche di alcuni dipendenti negativi, il 28 marzo il numero delle persone materialmente disponibili per l’assistenza ai 60 anziani presenti (dopo i 6 trasferimenti della sera prima) si era ridotto a 13 unità totali per l’intero arco delle 24h. Dell’insufficienza delle risorse umane è stata resa edotta ogni Autorità, affinché ciascuno per le proprie competenze, adottasse provvedimenti. Lo stato emergenziale ed il contagio in atto permetteva al datore il “rimpiazzo” immediato del personale mancante. Ad oggi le risorse inviate a supporto constano di un infermiere e un singolo operatore socio sanitario".
Il chiarimento. "I sanitari che a dire della Governatrice sarebbero stati mandati - affonda il titolare tramite i suoi legali - non hanno svolto alcuna forma di assistenza medico-sanitaria. Solo il dott. Torti, resosi personalmente disponibile, ha fatto visita a tutti i malati senza poter tuttavia dare alcun tipo di supporto medico non essendo, suo malgrado, autorizzato a somministrare alcunché, né lo stesso era attrezzato per poter procedere ad accertamenti strumentali presso la RSA, richiedendosi attrezzature presenti solo in ambiente ospedaliero. Circa la fornitura dei presunti pasti da parte della Regione Calabria, occorre specificare che tale aiuto non è stai mai richiesto nè è stato fornito in quanto non era necessario in quanto la Struttura Domus Aurea ha fornito e forniva regolarmente i pasti, essendo presente all’interno della stessa anche il cuoco, garantendosi cosi i pasti ai pazienti".
Le carenze. "Ciò che è mancato - ha infierito la Rsa - è stato l’invio di personale a supporto, oltre che i tempestivi trasferimenti per evitare l’aggravarsi dello stato di salute dei pazienti, le cui condizioni salute già compromesse da altre patologie, rischiava di precipitare a causa dell’evolversi della affezione da Covid-19. È altresì mancata la fornitura di medicinali pur sperimentali per la terapia domiciliare. Al principio lo stadio della malattia non grave avrebbe probabilmente garantito esiti fausti. Il trasferimento il più immediato possibile degli ospiti è stato chiesto a gran voce dallo scrivente, pubblicamente sulle reti televisive di tutt’Italia, e giammai ostacolato. Si è talvolta chiesto il trasporto delle persone più gravi con precedenza rispetto a quelle della fantomatica lista data ai sanitari del 118, ritenendo in coscienza che fosse più necessario il trasporto immediato di pazienti già gravi. Di tale contestazione si è dato atto nella diretta televisiva dell’1 aprile 2020 sul canale “Calabriatv” nella trasmissione del Dott. Polimeni".
Richieste inascoltate. Proprio da quella trasmissione il titolare ha pubblicamente chiesto "di preferire il trasporto dei malati più bisognosi di cure e lo stesso si è fatto nella serata dello stesso giorno. Gli operatori del 118 non potranno che confermare quanto successo. Sicché il riferimento della Presidente Santelli a presunte schermaglie e presunti ostacoli alla ripartenza delle autoambulanze è falsa e gravemente diffamatoria". Il titolare ribatte anche sulle condizioni igienico-sanitarie della struttura che avrebbe giustificato l'allontanamento di alcuni dipendenti e la mancata osservanza delle linee guida ministeriali. "I militari del NAS" che la governatrice asserisce di aver mandato, "non hanno mai varcato la soglia della struttura, ove lo avessero fatto, avrebbero dovuto redigere apposito verbale di sopralluogo, in ossequio a quanto impostogli dalla legge, consegnandone copia al titolare. Non è chiaro, quindi, a quali “condizioni della Rsa fin dalla visita dei Nas” essa si riferisca, né in cosa constino tali condizioni definite preoccupanti". "Se tale circostanza fosse vera, ovverossia che sin dal 25 marzo le condizioni igienico-sanitarie non fossero adeguate e consone ad una Rsa, Santelli avrebbe dovuto sgomberare immediatamente tutti, utilizzando ogni strumento consentitole dalla legge anche con l’ausilio di qualunque forza statale (Vigili del fuoco, 118, Carabinieri, esercito, Polizia di Stato, Protezione civile), dando priorità certamente ai soggetti più a rischio, poiché dotati di particolare vulnerabilità. Tutto ciò però non è avvenuto". "Ciò che si è verificato, invece -ha riferito De Santis - consiste nell’allontanamento dei lavoratori positivi covid-19 presso la citata struttura di Catanzaro lido. Orbene sulla vicenda di tale trasferimento si è pubblicamente espresso il Sindaco di Chiaravalle Centrale, sig. Domenico Donato, il quale ha affermato in televisione di essersi adoperato, oltre le proprie competenze e scavalcando le istituzioni preposte, per ottenere il trasferimento suddetto".
Videomessaggio sotto accusa. "A fronte di tali dichiarazioni e di quanto evidenziato, appare chiara la non veridicità di quanto affermato nel contestato videomessaggio. Delle due l’una: o la struttura aveva le condizioni igienico-sanitarie idonee per la sicurezza e la salute di tutti o non le aveva per nessuno. Di conseguenza se i dipendenti – asintomatici, giovani e in buona salute – non potevano restare confinati tra le mura della “Domus Aurea” per mancanza di condizioni igieniche, a fortiori, non potevano rimanerci persone – anziane già affette da pluri-patologie, alcune non in grado di deambulare, né di nutrirsi autonomamente, altre ancora neppure in grado di comprendere ciò che avveniva attorno a sé a causa della propria forma di demenza più o meno grave. Queste persone, secondo la spiccata sensibilità ed acume della Presidente, avrebbero invece potuto e soprattutto dovuto rimanere in una RSA senza condizioni igienico-sanitarie".
Rifiuto e omissione d'atti d'ufficio? "È evidente che ove tutto ciò fosse vero la presidente Santelli dovrebbe rispondere dei più gravi reati di rifiuto o omissione di atti d’ufficio, perché ella non avrebbe adottato o non avrebbe richiesto l’adozione immediata dei provvedimenti di trasferimento dei pazienti, né avrebbe inviato o chiesto di inviare il personale necessario al ripristino delle condizioni igienico-sanitarie. Delle due l’una. Non può negarsi che con il passare dei giorni e con la decimazione incolpevole del personale, si specifica che al 28 marzo su 48 dipendenti ne erano rimasti solo 13 per l’intera giornata poi scemati nel tempo, le condizioni della struttura e dei pazienti non potessero essere garantiti a pieno".
Autorità allertata dalla Rsa. "Proprio tali motivi mi hanno indotto - ha chiarito De Santis - ad allertare prontamente tutte le Autorità, nella vana illusione che esse avrebbero provveduto ad aiutare concretamente. Si hanno diverse conversazioni telefoniche registrate a supporto di quanto si sta affermando e diverse pec, mandate nei giorni successivi, allorquando si è compresa l’inutilità delle richieste di aiuto avanzate telefonicamente. In tale situazione di emergenza mondiale, non si comprende come gli apparati regionali possano lavarsi le mani delle problematiche e delle difficoltà vissute da alcuni dei cittadini più fragili. Tuttavia, ciò è avvenuto. Dulcis in fundo, le stesse Autorità regionali, non in grado di assolvere ai loro compiti e doveri, hanno pensato bene di pubblicizzare l’avvio del procedimento di sospensione e revoca dell’autorizzazione rilasciata in favore alla Salus m.c. srl, senza neppure rispettare le procedure amministrative, giustificandolo proprio in virtù delle fantomatiche condizioni igienico-sanitarie assenti. Appare evidente che la paventata sospensione/revoca dell’autorizzazione e accreditamento istituzionale rappresenti una ingiusta ritorsione delle Autorità difronte alle pubbliche denunce del titolare della Salus. Si ritiene che tali provvedimenti siano finalizzati unicamente a piegare e mettere in ginocchio, dal punto di vista economico e reputazionale, un imprenditore che si è opposto al malcostume delle Autorità".
Si tiene a precisare che nonostante la gravità delle “condizioni igienico-sanitarie” denunciata dalla Presidente, alle ore 14.40 del 2 aprile 2020 permanevano in Struttura ben 19 pazienti".
Conclusioni. Piuttosto, la vicenda chiarisce "l'incapacità della Regione - ha concluso il titolare della Domus Aurea - di gestire la clinica", come traspare dal fatto che "prima era stato disposto il trasferimento dei pazienti a Lamezia Terme". Trasferimento "poi bloccato per individuare altra soluzione in ritardo di qualche giorno". E ciò " a dimostrazione dell'assoluta inadeguatezza della Regione". Non a caso, "la Rsa di Chiaravalle aveva prima diffidato il presidente della Regione ed il Dipartimento di Tutela della Salute". E proprio a causa di quella "disorganizzazione ancora ci sono 18 pazienti da trasferire, in quanto si sta procedendo in ambulanza, anzichè attrezzarsi con macchine che avrebbero potuto trasportare più pazienti contemporaneamente".
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