Coronavirus, rinviata in estate la “Primavera letteraria” di Parghelia

L’annuncio dell’assessore comunale Gabriele Vallone. Programma ricco rinviato per via delle misure restrittive volute dal governo per contenere i casi di contagio

In tempi di coronavirus, ogni manifestazione culturale è stata differita a data da destinarsi. Dai festival, ai convegni, fino ai teatri ed alle mostre, tutta l’attività culturale, anche delle piccole città è stata sospesa. Una scelta obbligata, quasi scontata e che però pesa molto su quanti coinvolti in tali iniziative, un po’ mal volentieri, hanno dovuto accettare tale decisione. Come ha ammesso lo stesso Gabriele Vallone, giovane consigliere comunale con delega alla Cultura del Comune di Parghelia, il quale proprio in questo periodo si era speso molto per l’organizzazione della prima edizione de “La primavera letteraria”, una serie di incontri con autorevoli rappresentanti e autori del mondo della cultura, della letteratura e dell’arte, che avrebbero dovuto svolgersi presso il Centro studi storici e sociali.

Un ricco programma, però, che è stato rinviato per via delle misure restrittive volute dal governo per contenere i casi di contagio del coronavirus. “Ovviamente – ci ha tenuto a sottolineare l’assessore Vallone, anche con un po’ di sana ironia – non ci arrendiamo e non ci fermiamo: tutte queste iniziative bellissime a carattere culturale saranno rimandate possibilmente per maggio. E molto probabilmente “La primavera letteraria”, viste le circostanze, si trasformerà in “Estate letteraria””.

Il tutto con una grande e ambiziosa prospettiva: “sostenere la candidatura di Tropea come capitale della cultura 2021”. Ovviamente, nel ringraziare quanti si sono spesi con il loro contributo per l’organizzazione dell’evento culturale, dagli ospiti fino ai volontari del progetto ed alle associazioni del luogo, lo stesso assessore ha voluto lanciare un messaggio particolare, visto il periodo che si sta vivendo: “In questi giorni l’Italia, l’Europa, il mondo intero stanno vivendo davvero dei momenti quasi apocalittici. Siamo tutti rattristati. Ma l’invito è quello di seguire scrupolosamente le indicazioni che ci sono state date, per il nostro bene e per il nostro vivere comune. Il Governo non ci ha chiesto di schierarci a combattere nelle trincee, ma semplicemente di stare a casa per 14 giorni forse più. Rimaniamo sereni. Usciremo fuori da tutto questo e saremo uomini e cittadini nuovi che guarderanno alla vita e il mondo con un’altra prospettiva. Pertanto il mio vuole essere un messaggio di solidarietà di vicinanza a tutti cittadini e cittadine. Tutto andrà bene”.