Scacco alla Regina della droga, 17 indagati a Lamezia (NOMI)

Tra gli indagati, il dominus degli associati, una donna, che da dietro le sbarre sarebbe riuscita a impartire ordini al gruppo criminale

Si è chiuso il cerchio su un gruppo criminale dedito a smerciare fiumi di cocaina ed eroina nella roccaforte dei rom, il quartiere Ciampa di Cavallo, avvalendosi per lo spaccio di droga di minorenni. La Procura di Lamezia Terme, coordinata dal capo Salvatore Curcio ha chiuso le indagini per 17 indagati, accusati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione di droga. Tra gli indagati, il dominus degli associati, una donna, Caterina Butrice, che da dietro le sbarre sarebbe riuscita a sovrintendere ad una ramificata catena di spaccio all’interno del quartiere di Lamezia, coadiuvata da un familiare, un minorenne, con il compito di trasmettere gli ordini impartiti dalla “Regina” ad interi nuclei familiari rom preposti alla vendita della droga ai tossicodipendenti ammessi ad accedere al “fortino”.

I nomi dei 17 indagati. Caterina Butrice, 51 anni; Sandro Bevilacqua,36 anni; Daniele Amato, 28 anni; Fabrizio Belingeri,32 anni; Tonino Amato, 30 anni;  Marcello Amato, 30 anni;  Anna Maria Pani, 24 anni; Angela Franceschi, 33 anni; Hans Georg Holzhausen, 25 anni; Antonio Palermo, 20 anni; Antonio Galiano, 42;  Patrizio Amato,31; Domenico Palmieri, 43 anni;  Salvatore Iannazzo, 60 anni; Pasquale Buffone, 38 anni; Gianfranco Bruno, 28 anni Ugo Torcasio, 63 anni. Gli indagati, assistiti dai legali Antonio Larussa, Francesco Murone, Sergio Lucisano, Gianfranco Agapito, Salvatore Cerra, avranno 20 giorni di tempo per chiedere di essere sentiti dal magistrato, rilasciare dichiarazioni spontanee, depositare memorie difensive, prima che il pm, titolare del fascicolo, proceda con una richiesta di rinvio a giudizio.

 Il blitz. Le indagini sono sfociate nell’operazione, nome in codice “Scacco alla Regina”, che ha portato le Fiamme gialle, il 13 novembre del 2019, a notificare un’ordinanza di misure cautelari, vergata dal gip del Tribunale di Lamezia, a carico di  diciannove persone, tre delle quali minorenni. Quattro degli arrestati, secondo le risultanze investigative, hanno ricevuto guadagni, non solo dalla lucrosa attività di pusher, ma hanno anche incassavano il reddito di cittadinanza, mentre altri quattro indagati, fanno parte di nuclei familiari a loro volta percettori della misura di sostegno.