Coronavirus, migliaia di denunce per i trasgressori finite nel cestino

Cambiano le sanzioni per chi viola le norme anti-contagio. Le violazioni, contestate prima dell’ultimo Dpcm vengono archiviate

Migliaia e migliaia di denunce fatte dalle Forze dell’Ordine in violazione delle misure adottate prima dell’ultimo decreto presidenziale dei Consigli dei ministri finiscono nel cestino. Con l’introduzione del nuovo Dpcm, che prevede sanzioni amministrative dai 400 ai 3mila euro per i trasgressori, vengono “vanificate” le violazioni contestate fino a due giorni fa e rispetto alle quali l’agente accertatore denunciava all’autorità giudiziaria il reo, che avrebbe poi dovuto accertare il reato contravvenzionale e decidere se applicare l’ammenda fino a 206 euro o l’arresto fino a tre mesi nelle ipotesi di spostamenti ingiustificati.

“Pro reo”. Per il principio “pro reo” gli illeciti, commessi prima dell’ultimo decreto presidenziale del Consiglio del ministri, non costituiscono più fattispecie delittuose. Nei confronti di coloro che sono venuti meno alle disposizioni sul Coronavirus, non può essere nemmeno applicata l’attuale sanzione amministrativa, visto che all’epoca della commissione dei fatti non era prevista. Adesso sono le stesse Forze dell’ordine che applicano direttamente ai trasgressori la relativa sanzione amministrativa.