Coronavirus, Confindustria Cosenza: “Banche intervengano per liquidità imprese”

Il presidente Amarelli: “Difficile immaginare una stagione estiva simile a quelle passate. In Calabria ripercussioni più gravi rispetto al resto d’Italia”

Il presidente di Confindustria Cosenza, Fortunato Amarelli, lancia l’allarme per la tenuta della già fragile economia calabrese. Con il 70% dell’industria italiana ferma, infatti, c’è una perdita economica non irrilevante per tutta la penisola e soprattutto per la Calabria. “Credo siano state disposte dal Presidente del Consiglio – afferma Amarelli all’Adnkronos – misure per contrastare l’emergenza con 25 miliardi immessi subito sul mercato e 200 miliardi come fondo di garanzia, ma non si può pensare ad un futuro roseo. In Calabria ci sono settori estremamente penalizzati come il turismo ed i trasporti, che saranno gli ultimi a ripartire”.

Quest’estate molti meno turisti. “Difficile immaginare una stagione estiva simile a quelle passate – prosegue – sicuramente mancheranno gli stranieri. Ciò non ci deve fermare, dalla prossima settimana infatti insieme a questi imprenditori dovremo costruire dei meccanismi per migliorare l’offerta e recuperare quanto più possibile. Proprio perché la Calabria non ha il Pil e le industrie dell’Emilia-Romagna le ripercussioni saranno ancora più gravi”.

Problema di liquidità per le aziende calabresi. L’economia in Calabria era già in difficoltà prima della pandemia, “con un tasso del 55% di disoccupazione, soprattutto giovanile, e la perdita di ricchezza ne provocherà un ulteriore aggravio. Avremo un impatto più importante rispetto ad altre regioni. Il problema delle aziende cosentine, come nel resto d’Italia, in questo momento è quello della liquidità. Mancando gli incassi, si fatica a coprire le scadenze. Gli strumenti per venire incontro agli imprenditori sono ancora lontani dall’essere realmente attuati. La sospensione del versamento dei contributi e l’attivazione della cassa integrazione sono misure utili, il danno però è molto più elevato rispetto agli importi che si riescono così a recuperare”.

Banche come pronto soccorso finanziario. “L’agroalimentare calabrese – aggiunge Amarelli – è di alta qualità ed ha una grande forza con grandi prospettive di crescita. Rappresenta un pezzo importante del motore economico regionale, soffre di meno, ma non in tutti i settori. Un esempio: la fascia che si occupa della produzione di conserve ed ha come riferimento la grande distribuzione in questo momento ha avuto anche degli incrementi di fatturato, chi lavora con piccoli negozi ha invece subito un crollo verticale degli ordini. Ne vedremo gli effetti, per circa un anno, saranno mesi difficilissimi”. “Le banche – conclude il presidente di Confindustria Cosenza – in questo momento sono il nostro pronto soccorso finanziario e devono trovare il modo di velocizzare le procedure per erogare alle imprese le risorse messe a disposizione dal Governo. Le aziende calabresi non possono aspettare”.



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